Grosseto, 18 maggio 2017 - L’ITER amministrativo non è poi così arduo ed insormontabile. La procedura è snella e trasparente. In una settimana, al massimo dieci giorni, è possibile avere di nuovo l’acqua per annaffiare giardini ed orti. La decisione dell’Amministrazione comunale di chiudere i pozzi irrigui sul territorio comunale ad aprile, invitando i cittadini interessati a farsi carico dei pozzi attraverso un comodato d’uso gratuito, sta iniziando a trovare una soluzione. Sono infatti già una decina i pozzi che sono stati presi in carico nelle scorse settimane da amministratori di condominio: al Glicine, in via degli Artisti, in via Pertini, in zona Pizzetti, in piazza Consorti ed al Vignaccio l’iter amministrativo è stato completato in pochi giorni, ed i cittadini sono tornati ad innaffiare come prima. Nella zona dell’Oliveto la strada è stata intrapresa da poco.

«In dieci giorni ho ridato l’acqua alla zona del Glicine ed in zona Pizzetti – spiega Ugo Labate, di professione amministratore di condominio –. Mi sono attivato sia perché abito nella zona del Glicine, sia perché avevo voglia di fare qualcosa per la mia città. Nel mio caso l’iter burocratico non è stato così complicato. Ho sentito tutti gli abitanti del quartiere e da amministratore di condominio mi sono preso la responsabilità di creare un super condominio».

Labate ha quindi dato il là ad un’autogestione per farsi carico dell’impianto. «Abbiamo creato un super condominio – spiega – e sono stato nominato amministratore. Ho radunato 28 giardini in pochi giorni e poi ho iniziato l’iter per prendermi carico dell’impianto».

Dopo alcuni passaggi negli uffici comunali ed a Sistema srl, Labate ha costituito il condominio, lo ha registrato all’Agenzia delle entrate, ha aperto un conto corrente ed ha compilato il modulo di dichiarazione d’intenti per la gestione del pozzo per conto del condominio. «Il Comune chiedeva una dichiarazione per le eventuali manutenzioni e consumi – continua –. Dall’assemblea coi condomini alla riapertura dell’acqua sono passati 10 giorni. Se c’è la volontà in pochi giorni si può fare. Siamo entrati in possesso dell’impianto con una voltura. D’altronde, se voglio un servizio devo pagare. E poi basta con questa storia del tutto dovuto: se pago sprecherò anche meno acqua». Labate si è preso la responsabilità di amministrare due pozzi in città. Quello al Glicine ed un altro nella zona del Pizzetti, tra via Pertini, Saragat e Segni. Antonio Prallini invece, altro amministratore di condominio, ha portato avanti lo stesso iter per via degli Artisti, riportando l’acqua ad oltre dieci giardini.