Grosseto, 8 gennaio 2018 - AVEVA costituito un fondo patrimoniale a favore della moglie il giorno stesso in cui la Corte dei Conti lo aveva condannato a pagare 308 mila euro ( poi ridotti a duecentomila) a favore del Ministero dell’Ambiente e 22mila (poi ridotti a 8mila) a favore della Regione Toscana, come sentenziato dalla stessa Corte dei Conti di Firenze nel 2013. Una decisione, quella di Elismo Pesucci, ex sindaco di Campagnatico, che è stata ritenuta dagli stessi magistrati della Corte dei Conti «freaudolenta». Cioè volta a passare il proprio patrimonio alla consorte per non renderlo disponibile nel caso di eventuale azione di recupero forzato delle somme dovute da Pesucci al dicastero e alla Regione Toscana. Una battaglia – iniziata a marzo dello scorso anno, quando il procuratore generale della Corte dei Conti citò in giudizio Pesucci e la consorte per chiedere la revoca della costituzione del fondo patrimoniale – e continuata fino a poche settimane fa, quando la Corte dei Conti ha sentenziato la «nullità» della costituzione del fondo patrimoniale.

I GIUDICI contabili infatti hanno ritenuto l’atto «una frode alle ragioni creditorie dell’erario, tenuto conto – scrivono nella sentenza citando la procura generale - che lo stesso (cioè la costituzione del fondo patrimoniale, Ndr) era stato stipulato dopo l’emissione dell’atto di citazione e la discussione del giudizio, nonché lo stesso giorno del deposito della sentenza di condanna al pagamento». Cioè a dire l’ex sindaco di Campagnatico non poteva non sapere che c’era l’eventualità di poter perdere quella causa attivata dalla Corte.

«RISULTEREBBE indubbia – si continua nel corpo della sentenza – anche la specifica volontà di raggiungere questa finalità, l’operazione infatti risultava palesemente indirizzata alla sottrazione di beni immobiliari ad ogni forma di garanzia patrimoniale in favore dell’ingente credito vantato dall’erario». Pesucci si era costituito in giudizio, rilevando «la carenza di interessa del procuratore perché si trattava di beni immobili costituenti l’abitazione di residenza».

MA LA CORTE dei Conti ha sentenziato la nullità della costituzione del fondo patrimoniale e la condanna dell’ex sindaco Elismo Pesucci a pagare anche le spese di giudizio.

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