Firenze, 16 febbraio 2017 - Un «inaccettabile rincaro bollette Publiacqua del 10% per tutti i nuclei familiari, grazie alle decisioni deliberate nell'ottobre scorso dall'Autorità Idrica Toscana e nel silenzio totale del sindaco di Firenze Nardella, soprattutto dopo la promessa che le tariffe non sarebbero cresciute a seguito dei lavori per porre rimedio allo sprofondamento del lungarno Torrigiani». Lo ha detto Miriam Amato, consigliera comunale di Alternativa Libera a Firenze, durante la conferenza stampa tenuta stamani insieme a due esponenti del Forum Toscano dei Movimenti per l'Acqua, Rossella Michelozzi e Rossana Crocini.

«I cittadini non sono stati informati - spiega Amato - sulle nuove norme approvate dalla Autorità idrica toscana il 5 ottobre scorso, che comportano l'incremento tariffario di oltre il 10%. È stata modificata la struttura tariffaria - spiega la consigliera - e nelle bollette non vi è più un'unica quota fissa ma tre, relative al servizio acquedotto, al servizio fognatura e a quello depurazione: le somme da pagare saranno maggiore per le famiglie di uno o due componenti.

Inoltre, variano gli scaglioni di consumo: da 4 (tariffa agevolata, tariffa base, prima eccedenza e seconda eccedenza) diventano 5, con l'aggiunta della terza eccedenza, con una notevole riduzione dei metri cubi in tariffa agevolata, solo 30 invece di 60. Con questo sistema si vanno a colpire soprattutto le famiglie numerose, con cinque o sei componenti, che consumano più acqua e che finiranno per pagare una quota di quasi 5 euro a metro cubo».

Immedita la replica di Publiacqua: «Le tariffe sono decise dalle Autorità di controllo e non dal gestore, che si limita ad applicarle; gli investimenti sulla manutenzione delle reti e sui sistemi di telecontrollo non sono riconducibili alla vicenda Lungarno Torrigiani. Al contrario rappresentano investimenti di miglioramento dei sistemi acquedottistici e dei sistemi di monitoraggio che vanno a vantaggio di tutti i cittadini e dei Comuni proprietari di reti e impianti, e che la normativa impone siano riconosciuti in tariffa»