Castelfiorentino (Firenze), 23 luglio 2017 - "Il nostro Governo ha fatto più cose di quelle che sono state comunicate. Per esempio nel caso degli 80 euro non siamo stati capaci di comunicare bene". Lo ha detto il segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, nel corso della presentazione del suo libro "Avanti" a Castelfiorentino.

"Ho fatto un po' come Wanna Marchi - ha ironizzato l'ex presidente del Consiglio - ero gasato perché avevamo dato un messaggio di cui nessuno era stato capace, avevamo trovato dalla lotta all'evasione, dagli stipendi tolti ai supermanager, dieci miliardi da dare ai più poveri. Se avessi raccontato diversamente la storia avrei chiamato cinque professori universitari per spiegare il contributo, ma non mi sarei fatto capire. Le opposizioni invece hanno fatto credere che il mio messaggio facesse parte di un'operazione elettorale per le Europee".

"La nostra comunicazione - ha concluso Renzi - deve essere capace di rivendicare quel che si è fatto, ma senza venire a noia. O si raccontano le cose con buon senso, oppure ci sarà sempre chi sui social sparerà a zero".

Riguardo ai temi caldi dell'estate politica, Renzi ha affrontato ovviamente la questione dell ius soli: "Lo ius soli è un diritto sacrosanto, è nostro interesse dare la cittadinanza ai figli di stranieri nati in Italia. Dire a un ragazzo che non è cittadino italiano è di fatto renderlo una persona isolata. Ma contemporaneamente - ha proseguito - dobbiamo mettere soldi nelle periferie. Gli attentati in Francia e Belgio sono stati fatti da persone cresciute in quei luoghi, da famiglie emigrate tre generazioni fa. Se si generano ghetti e non hai una dimensione umana, è chiaro che si creino situazioni di estremismo".

Sul tema immigrazione Renzi ha speso anche parole sulle politiche europee: "Bisogna bloccare i soldi di Bruxelles a quei Paesi che costruiscono muri alle frontiere - ha dichiarato - ma al contempo è buonsenso, e non razzismo, dire che gli immigrati da accogliere in ogni Stato non devono essere più di un tot".

"La giustizia è giustizia sempre, noi siamo garantisti. Abbiamo dalla nostra parte la verità e il tempo", è stato invece il commento sul caso Consip, rispondendo a una domanda del pubblico relativa all'inchiesta in cui tra gli indagati figura anche il padre Tiziano. "Per l'interesse dell'Italia e delle istituzioni, e non mio e della mia famiglia, noi si va fino in fondo e andiamo a vedere le carte", ha detto l'ex premier, che ha poi citato anche l'esempio di Graziano Cioni, empolese di origine ex assessore alla sicurezza del Comune di Firenze, indagato e poi assolto dopo molti anni. "È passato da un processo lungo e debilitante ma alla fine è stato assolto. La mia opinione vale anche quelli che possono essere stati avversari politici. Nessuno deve e può fabbricare prove false o avere la possibilità di manomettere documenti".

Strette di mano, selfie e sorrisi per Renzi, ma anche qualche contestazione: un gruppo di risparmiatori di Banca Etruria, iscritti al comitato delle Vittime del Salvabanche, ha contestato il segretario del Pd suo arrivo alla Festa de L'Unità di Castelfiorentino. Alcune persone sono riuscite, mentre Renzi ha salutato alcuni cittadini, ad avvicinarlo e a contestarlo, senza cartelli né striscioni. "Renzi, cosa ne pensi delle 4 banchette?", hanno gridato i manfestanti. Renzi ha provato a colloquiare in particolare con una signora: "Venga, perché vocia?", ha detto l'ex premier, che poi ha cercato di spiegare come il Governo sia venuto loro incontro. I contestatori hanno però iniziato a urlare contro Renzi, "Sei un ballaro", mentre la platea del palco ha accolto con un lungo applauso l'arrivo del segretario nazionale Dem. Nel corso del dibattito le "vittime del salvabanche", circa una dozzina di persone, si sono riunite in una strada di fronte all'area della Festa de l'Unità per continuare la contestazione. Cori sono stati lanciati verso l'ex presidente del Consiglio e sono stati uditi anche dalla platea presente al dibattito. La polizia ha poi allontanato il gruppo di contestatori, che ha cessato di gridare i propri slogan.