Empoli, 21, dicembre 2017 - In pieno giorno erano appostati nel vialetto di una zona residenziale. Uno di loro era di guardia al cancellino di una villetta, gli altri, alla vista della polizia, si sono diretti a un’auto dalla targa francese. Volti e un fare così sospetti che gli agenti hanno deciso di vederci chiaro.

E il loro intuito non sbagliava: i tre, due uomini e una donna, tutti di origini georgiane e con precedenti a carico, nascondevano un vero kit da ladro perfetto. Dalla lastra per aprire le porte blindate non chiuse a chiave alle lime fino a una serie di arnesi ideali per forzare porte e compiere furti.

Non solo. La donna, 35 anni, residente a Prato, aveva con sé pure una carta di identità polacca valida per l’espatrio e una tessera dell’autobus con la sua foto ma altri dati anagrafici. Documenti contraffatti che le sono costati l’arresto. Come i suoi due complici,  26 anni, e 28 anni, entrambi irregolari in Italia e, quindi, denunciati, è stata poi denunciata per possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli in concorso. Con ogni probabilità i tre, ‘pendolari’ del furto, erano pronti a colpire. Erano all’incirca le 11 di martedì. Orario tipico da topi d’appartamento che, dati alla mano, entrerebbero in servizio preferibilmente dalle 10.30 alle 12 e dalle 17.30 alle 19, ovvero quando le abitazioni sono vuote, causa impegni di lavoro o commissioni da svolgere. L’altra mattina, si trovavano in via delle Olimpiadi a Empoli, a più riprese nel mirino dei banditi.

Gli agenti del commissariato guidato dal primo dirigente Francesco Zunino hanno intercettato i tre che, vistisi scoperti, hanno tentato di nascondersi dentro la Peugeot con targa francese. Sul mezzo, risultato di proprietà di un quarto georgiano 32 anni già arrestato per furto in abitazione e ora ai domiciliari a Empoli, sono stati scovati gli attrezzi del mestiere: niente refurtiva, neppure a casa dell’empolese, anch’essa perquisita. Tutto il materiale trovato è stato sequestrato, la banda è stata portata negli uffici di piazza Gramsci. La donna, l’unica finita in manette, ieri è stata sottoposta a direttissima: il giudice, dopo la convalida dell’arresto, ha disposto la condanna a un anno, due mesi e venti giorni con pena sospesa. In pratica, è tornata libera.