Arezzo, 12 gennaio 2018 - La città si pone domande e la Diocesi chiarisce la sua posizione. Una posizione di attesa. La vicenda di Don Claudio Brandi, il parroco della Collegiata di San Lorenzo denunciato per ricettazione di quadri rubati, continua a far discutere, e non poco. In queste ore è intervenuta anche la Curia fiesolana, che ha parlato di stupore ed amarezza nell’aver appreso dagli organi di stampa di un presunto coinvolgimento del prelato in una vicenda di cronaca. “Il Vescovo, Mons. Mario Meini – hanno spiegato da Fiesole – qualora venisse accertata la responsabilità del sacerdote, si riserva di adottare le misure canoniche del caso per sanzionare un simile comportamento”.

Intanto Montevarchi è una città che si interroga, incredula. Una città che, ieri mattina, ha commentato con il giornale sotto braccio una vicenda che ha colpito, direttamente, un sacerdote apprezzato, parroco della insigne Collegiata di San Lorenzo, l’edificio sacro più importante della città. Molti si sono chiesti: “Ma com’è possibile che Don Claudio sia rimasto coinvolto in questa storia?”. Spetterà a chi di dovere, ovvero agli organi giudiziari, rispondere a questa domanda e al prelato, ovviamente, portare tutte le tesi a sua discolpa. Nel frattempo, però, a Montevarchi, ieri, non si parlava d’altro. Tra l’altro il giovedì è il giorno del mercato settimanale, e tra i banchi degli ambulanti era questo l’argomento all’ordine del giorno. Come sempre, anche sui social network si è scatenato il dibattito, con varie divergenze d’opinione. Molti hanno comunque manifestato la loro incredulità per il coinvolgimento di don Brandi in questa vicenda. “Conosco Don Claudio da quando ha iniziato la sua opera pastorale a Montevarchi – ha scritto uno dei tanti cittadini - e posso affermare convintamente che è persona degna del massimo rispetto. Può darsi forse un po’ ingenua, ma certamente corretta e di grande valore spirituale, culturale ed umano. Le tante opere che ha portato a termine a favore delle parrocchie della Città di Montevarchi dove ha operato sono sotto gli occhi di tutti e a disposizione di tutti”.

Ed è stato ricordato come Don Claudio sia già pronto anche per dare inizio ai lavori per la creazione del Museo della Chiesa di Cennano, che certamente attrarrà a Montevarchi tanti visitatori. Molti però hanno concordato su un fatto. La giustizia farà il suo corso e solo alla fine del percorso potremo dire se non Don Claudio è “colpevole” o “innocente”. Rimane, comunque, la sua opera e quello che ha fatto quest’uomo a Montevarchi. L’ultima “sua” conquista è il nuovo Centro Pastorale “Guido Guerra”, che è stato inaugurato nel novembre scorso in via dei Mille, sulle ceneri del vecchio cinema.

Una struttura per la quale il parroco della Collegiata si è battuto e che è stata realizzata grazie ad un investimento di oltre 1 milione di euro, finanziato al 75% dalla Conferenza Episcopale Italiana. Il Centro, tra l’altro, è stato inaugurato il coincidenza con il 300° anniversario della riconsacrazione dell’Insigne Collegiata di San Lorenzo, riedificata in stile barocco da Massimiliano Soldani Benzi . La chiesa più importante di Montevarchi e una parrocchia che Don Claudio dirige ormai da molti anni, dopo la precedente esperienza a Sant’Andrea Corsini, sempre a Montevarchi nel quartiere Peep, dove tra l’altro si è prodigato per realizzare l’oratorio. Sulla vicenda da segnalare, infine, il no-comment assoluto dell’amministrazione comunale. “Abbiamo appreso la notizia dalla stampa – hanno fatto sapere da Palazzo Varchi – e per rispetto delle indagini in corso e delle persone coinvolte non abbiamo niente da dire”.