
La struttura da padel da 10 metri per 40 tra via Colombo e via della Barbiera
Il tendone da padel del Tennis Europa dovrà essere demolito. Ieri il Consiglio di Stato ha scritto la parola ’fine’ sulla vicenda che da oltre due anni vede contrapposti i confinanti proprietari di ville a Roma Imperiale e l’impianto sportivo, col coinvolgimento del Comune che rilasciò il permesso a costruire il 4 aprile 2022 per l’installazione della struttura alta 10 metri e lunga 40 che ospita i due campi da padel coperti. In sostanza il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza già espressa dal Tar, rigettando i ricorsi del Tennis Europa e del Comune e accogliendo le argomentazioni dell’avvocato Fabio Colzi, legale dei privati. Il giudice ha sancito che la struttura tra via Colombo e via della Barbiera non è di facile amovibilità per le caratteristiche costruttive e di ancoraggio al suolo e che poi non rispetta il limite dei 5 metri dal confine, essendo a 2,50 metri dalle ville vicine. Il Consiglio di Stato non è entrato invece nel merito dell’altro aspetto oggetto di controversia, cioè l’inquinamento acustico per la contestata rumorosità della pratica del padel in contesto residenziale.
La vicenda è iniziata nel 2022 quando i titolari del Tennis Europa, con autorizzazione del Comune, hanno realizzato il capannone per coprire due campi da gioco in adiacenza della propria struttura. Due vicini presentarono ricorso al Tar (facendo al tempo anche una raccolta di firme) per quel manufatto così in prossimità degli edifici e il giudice amministrativo dichiarò abusivo il capannone annullando pertanto il permesso a costruire rilasciato dal Comune. A quel punto sia il Tennis Europa che il Comune hanno presentato autonomamente ricorso al Consiglio di Stato che ha concesso in via immediata la sospensiva – era l’estate 2023 – permettendo così alla struttura di consentire l’utilizzo dei campi agli utenti in considerazione della perizia che i titolari del tennis Europa avevano commissionato ad un commercialista, calcolando i danni che sarebbero derivati da una demolizione del capannone da padel proprio nella stagione estiva. Un provvedimento in attesa della sentenza che ieri ha respinto gli appelli, confermando la linea del Tar e riconoscendo l’illegittimità del titolo edificatorio. Quindi imponendo la demolizione del capannone abusivo.
Francesca Navari