Non c’è pace per il Lago di Porta. Dopo la levata di scudi degli ambientalisti contro il maxi progetto da 4 milioni, a far preoccupare ora sono gli strati di foglie e steli morti che si depositano sul fondale causando il diradamento del canneto. Da qui la necessità di rimuovere la sedimentazione per dare di nuovo ossigeno all’area umida. Il nuovo passaggio per salvare il Lago di Porta è figlio degli studi scientifici avviati anche con le università per garantire la sopravvivenza dell’area naturale protetta. Il fenomeno più preoccupante, al momento, è quello della regressione del canneto, meglio noto come "die-back", come si legge nel piano di gestione redatto dalla società “Nemo“ di Firenze a cui era stato affidato l’incarico. È stato notato, in particolare, che l’eccessivo e rapido accumulo di steli e foglie morte al termine di ogni stagione vegetativa determina condizioni di anossia a livello radicale, con conseguente diradamento. Prima di pulire il fondale serviranno degli studi per conoscere di cos’è fatto il canneto, capire se si possa riutilizzare o come smaltirlo in maniera corretta: le analisi sono state affidate nei giorni scorsi alla ditta “Cba Analisi“ di Forte dei Marmi.
CronacaNuovo Sos Lago di Porta. Foglie soffocano il canneto. Il fondale sarà ripulito