Addio a Vittorio Emanuele. Santini cerimoniere nel Duomo di Torino: "Vi racconto il principe"

Il capogruppo della Lega è il segretario privato dell’erede Emanuele Filiberto "Era un uomo simpatico, colto, sportivo e amava a dismisura la nostra Italia".

Addio a Vittorio Emanuele. Santini cerimoniere nel Duomo di Torino: "Vi racconto il principe"

Addio a Vittorio Emanuele. Santini cerimoniere nel Duomo di Torino: "Vi racconto il principe"

Alessandro Santini sarà uno dei cerimonieri delle esequie del Principe Vittorio Emanuele, che avrebbe compiuto 87 anni il 12 febbraio. Lo stesso giorno della nascita della moglie Marina Ricolfi Doria, nata due anni prima. Santini, capogruppo consiliare della Lega, è Vicario degli Ordini dinastici Savoia per la provincia di Lucca, e segretario privato di Emanuele Filiberto, il nuovo capo della Real Casa e nuovo Duca di Savoia. Da Clotilde Coureau ha avuto due figlie, Luisa e la promogenita Vittoria che è diventata Principessa di Napoli e sarà il futuro capo della famiglia reale, visto che Vittorio Emanuele nel 2020 modificò la Legge salica di successione, adattandola alle leggi europee con l’equiparazione tra maschi e femmine.

Che ha provato alla notizia della morte del Principe?

"L’ho saputo sabato, mentre i carri uscivano dagli hangar. Temevo fosse un cattivo scherzo di Carnevale. Invece...".

Ha parlato col principe Emanuele Filiberto?

"Mi ha chiamato la sera. Non l’avevo mai sentito così provato. Mi ha detto di aver scherzato col padre, ricoverato in clinica a Ginevra, fino alla sera prima. Ma la famiglia era serena. “Ha deciso lui di andarsene“, mi ha detto. Vittorio Emanuele stava malissimo, ma è morto serenamente".

Con questi funerali, lei per la prima volta mancherà al Carnevale.

"Già oggi vado col responsbaile del cerimoniale Gualtiero Ventura e il conte Carlo Buffa di Ferrero, l’ultimo negli Ordini dinastici nominato da Re Umberto II, alla riunione in questura a Torino e al sopralluogo nel Duomo dove le esequie si terranno sabato alle 15. La chiesa ha solo 300 posti a sedere, ma per Casa Savoia è importantissima perché custodisce la Sindone, che nel 1983 Umberto II donò a Papa Giovanni Paolo II".

Lei portò a spalla la bara dell’ultima regina d’Italia Maria Josè all’Abbazia di Hautecombe. Avrà un ruolo simile anche in quest’occasione?

"No, sarò vicino alla famiglia rela per curare il cerimoniale e l’organizzazione. Alle esequie di Maria Josè andai a portare un omaggio personale e l’allora presidente delle Guardie d’onore, l’ammiraglio Antonio Cocco, mi scelse come uno dei sei portatori del feretro. Lì, nel 2011, conobbi Emanuele Filiberto quando portammo la bara nella cripta insieme ai soli familiari".

I Savoia per diritto ecclesiastico venivano sepolti ad Altacomba. Perché Vittorio Emanuele ha scelto Superga? Vi saranno traslati gli antenati?

"Scelse Superga perché Altacomba, seppur chiesa storica di famiglia con tanti sepolti come Re Carlo Felice, da 40 anni viene vista come una chiesa di transizione. Umberto II e Maria José riposano lì, ma in attesa di tornare in Italia. A Superga è sepolto Carlo Alberto. Sarebbe la tomba del re, e ogni volta il precedente dovrebbe essere spostato nelle tombe laterali. Ma si vedrà".

Con Vittorio Emanuele III ed Elena non è andata così.

"No, sono sepolti a Vicoforte. Elena veniva da Montpellier e il re da Alessandria d’Egitto. Il presidente Mattarella consentì il rientro della salma reale che rischiava la profanazione per la rivoluzione islamica. Emanuele Filiberto da tempo tratta con lo Stato e il Vaticano per portare Umberto e Maria Josè al Pantheon, luogo di sepoltura dei re d’Italia".

Lei ha conosciuto Vittorio Emanuele. Com’era?

"Una persona di grande simpatia e cultura storica, amore sconfinato per l’Italia. L’ho visto l’ultima volta a Ginevra l’8 ottobre 2023. Aveva da tempo grandi difficoltà nel camminare per i postumi del vecchio incidente al Rally d’Egitto. Amava lo sport come la moglie Marina, campionessa mondiale di sci nautico negli anni ’50. Lui si vantava di aver fatto pesca subacquea in tutti i mari del mondo".

Impossibile non ricordare il fattaccio dell’Isola di Cavallo.

"Era il 1978. Il principe fu prosciolto con formula piena dalla Corte d’Assise di Parigi dove emerse che le pallottole che avevano colpito Dirk Hammer provenivano da una pistola e non dal suo fucile. Lui ammise che la sua arma aveva sparato mentre cadeva in acqua, e contribuì alle cure del ragazzo anche se poi si seppe che aveva sparato qualcun altro".

Che senso ha essere monarchici oggi in Italia?

"Combattiamo contro la vulgata repubblicana per cui la repubblica è democrazia e la monarchia dittatura. Una bugia raccontata per 78 anni è diventa verità. Per me i paesi monarchici sono i più democratici: basta guardare Canada, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Svezia, Spagna...".

I Savoia però hanno avuto "qualche" pecca con Mussolini e le leggi razziali.

"Certo, per queste cose Emanuele Filiberto nel 2021 ha chiesto pubblicamente perdono a nome di tutta la famiglia. Però Umberto II sarebbe stato un re socialista, avrebbe modernizzato la monarchia. Ha voluto lui l’istituzione del 25 aprile, il voto alle donne e anche il referendum istituzionale, E ricordiamoci che Vittorio Emanuele per l’alluvione di Cardoso nel 1996 donò 10 milioni di lire che furono da me distribuiti alle famiglie dei morti".