
L’assessore Tizi: “Non è colpa nostra”
Perugia, 12 ottobre 2024 – Una beffa, sì. Come altro chiamare quella che hanno subìto 2.317 famiglie perugine rimaste fuori dal contributo ministeriale di 150 euro per i libri di testo del proprio figlio? In queste ore è il Comune di Perugia che si è assunto l’onere di comunicare ai genitori che sono rimasti a bocca asciutta. L’anno scorso a ottobre furono quasi cinquemila le domande arrivate al Comune – che in questo caso fa soltanto da tramite – e indirizzate al Ministero dell’Istruzione per avere quel sostegno economico. La somma complessiva era di 133 milioni e all’Umbria vennero assegnati 1.488.820 euro.
La Regione a sua volta ha ripartito quel milione e mezzo fra i comuni umbri (a Perugia ne sono andati circa 350mila), ma tante famiglie sono rimaste a bocca asciutta. Nel capoluogo infatti delle 4.660 richieste, ne sono state soddisfatte solo 2.328 (150 euro ciascuna), le altre 2.317 hanno ricevuto la mail-beffa: “la sua richiesta è da ritenersi ammessa, ma non è finanziabile per esaurimento fondi” c’è scritto. Ad essere ammessi al bando erano i nuclei con Isee inferiore a 15.493 euro, ma a quanto pare sono stati soddisfatti coloro con un valore fino a circa 9mila. “Purtroppo questa partita non dipende da noi – precisa l’assessore comunale ai Servizi scolastici, Francesca Tizi –, ci siamo limitati a comunicare l’accaduto. Ma comprendiamo bene l’amarezza delle famiglie, che hanno tutte le ragioni per reciminare”. Senza contare che lo scorso 3 ottobre è scaduto il nuovo bando per i libri con il taglio di un terzo dei fondi per l’Umbria: 1.043.000 euro, 445 mila in meno del ‘23. Peggio di così...
Michele Nucci