Udine prima per qualità della vita. Il divario tra nord e sud resta forte

A Bologna la consegna dei riconoscimenti de Il Sole 24 Ore. Il cardinale Zuppi: "Serve più solidarietà"

Udine prima per qualità della vita. Il divario tra nord e sud resta forte
Udine prima per qualità della vita. Il divario tra nord e sud resta forte

Un Paese diviso tra Nord e Sud. Con divari che vanno dal Pil pro capite alla natalità. Dall’occupazione femminile all’ambiente. L’indagine del Sole 24 Ore sulla ’Qualità della vita’, arrivata alla 34esima edizione, fa una radiografia di luci e ombre. Con una ’regina’ inaspettata: Udine. Che scalza Bologna, vincitrice 2022 e più medagliata d’Italia, costretta a cedere lo scettro. Terza, un’altra habitué della top ten: Trento. Per Udine, invece, si tratta di un exploit, visto che è finita nelle ’magnifiche dieci’ soltanto tre volte dal 1990, prima edizione dell’ormai famoso (e temuto) rapporto del Sole. Si confermano in top ten Firenze e Milano: la prima è sesta (ma perde due posizioni), la seconda è ottava (come nel 2022). Va peggio a Roma che scivola di altri 4 posti, in posizione 35. Entrano nella top ten, invece, Bergamo che sale al quinto posto, e Modena, che conquista la settima posizione. Solido il piazzamento nella parte alta della classifica di Aosta (quarta), mentre va alla grande Monza e Brianza che sale 14 gradini, piazzandosi al nono posto.

A fotografare il Paese a due velocità, le ultime 40 posizioni, dove c’è una grande concentrazione di città del Sud. Fa eccezione Cagliari che conquista il 23esimo posto, mentre Foggia, dopo 12 anni, torna a indossare la maglia nera. In coda anche Napoli e Caltanissetta. Altro dato, quello delle grandi città. Tolte le virtuose Bologna, Firenze e Milano, le altre – Roma, Torino e Genova – perdono punti, segno della difficoltà di ripartire a causa di emergenze e choc economici. Il tema principe, però, è l’Italia dei mille campanili e delle mille diseguaglianze.

La pandemia, le emergenze climatiche, il contesto internazionale aggravato dalle guerre, lo choc energetico e l’inflazione hanno rimescolato le carte e la distanza tra i territori più vivibili e quelli meno è aumentata, analizzata secondo 90 indicatori statistici. A commentare e analizzare dati e divari, ieri a Bologna, città vincitrice del 2022, i tanti protagonisti dell’evento-convegno ’Qualità della vita 2023. Italia sempre più divisa: i trend nelle città’. Presenti, oltre ai sindaci premiati (De Toni per Udine, Lepore per Bologna, la vice di Trento, Bozzarelli) e il primo cittadino di Milano Sala, il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, la ministra della Famiglia, della Natalità e Pari Opportunità Eugenia Roccella; Agnese Pini, direttrice di Qn, il Resto del Carlino, La Nazione, il Giorno e Luce!; Fabio Tamburini, direttore del Sole 24 Ore, Monica Pratesi, direttrice per la Produzione statistica Istat e il campione della Virtus Marco Belinelli. Di fronte alle diseguaglianze, l’arcivescovo di Bologna ricorda che la parola d’ordine in Italia dev’essere "la solidarietà", perché "la questione meridionale non può essere dimenticata". Su questo, insiste, "Bologna, la sua accoglienza, è un po’ un simbolo". Da qui, il cardinale ammette che "i vescovi del Mezzogiorno sono sul piede di guerra sull’autonomia differenziata perché temono che aumentino le differenze tra Nord e Sud".

Sul tema dei divari di genere e la crisi delle nuove nascite, la ministra Roccella, per prima cosa, parla di "effetto Meloni" sulla leadership femminile: "È grazie a lei che l’opposizione ha puntato su Elly Schlein". La titolare della Famiglia, poi, nel dirsi soddisfatta per l’aumento dell’occupazione, soprattutto femminile, come certificato dall’Istat, rivendica l’operato del governo, a partire dalla certificazione di genere delle imprese: "Abbiamo praticamente raggiunto l’obiettivo del 2026, siamo già a 800 aziende con il bollino rosa". Poi bolla come "fake news" il taglio degli asili perché "i fondi ci sono, il ministro Fitto lo ha chiarito. Il 91% dei bandi è già stato assegnato", mentre la ministra difende il criterio della residenza nel nostro Paese per due anni per l’assegno unico ("stiamo dialogando con la Ue"). Infine, la decontribuzione per le famiglie con due figli per un anno: "Misura sperimentale – dice Roccella – vedremo l’anno prossimo". Non è mancata una tavola rotonda su donne, giovani e futuro, dove Pini, direttrice delle nostre testate, ha parlato di "fattore speranza": "È quella che manca ai giovani. Non è vero che non hanno voglia di lavorare, il problema è che non hanno la speranza nel futuro". E sul divario di genere, ammette: "L’occupazione femminile è aumentata, ma è cresciuto il divario rispetto agli altri Paesi europei. L’Italia è ancora fanalino di coda, un tema devastante. La natalità? Se le donne non lavorano, non fanno figli. Per fare figli ci vuole la speranza".

In chiusura, un riferimento all’indice di solitudine, uno dei nuovi indicatori dell’indagine del Sole, che certifica Trieste con quasi la metà di popolazione single. "Per il Censis – conclude Zuppi – solo una famiglia su quattro farà figli nel 2040. Ma non siamo fatti per essere isole. Si deve passare dall’io al noi".