Il Mef vende un altro pezzo di Mps. Ceduto il 12,5%, incasso 650 milioni

Il Tesoro e il consorzio di banche raccolgono ordini superiori alle azioni in vendita, a 4,15 euro l’una

Siena, 27 marzo 2024 – La sorpresa è relativa, c’erano diversi segnali che facevano pensare alla strategia del Ministero dell’Economia e Finanze, pronto a vendere un altro pacchetto di azioni di Banca Mps, anche prima dell’assemblea. I tecnici del dicastero guidato da Giorgetti, con Marcello Sala, capo delle partecipate pubbliche in cabina di regia, hanno anticipato i tempi per trovare un bel po’ di milioni di euro nell’uovo di Pasqua preparato dallo chef di Rocca Salimbeni, l’ad Luigi Lovaglio. E, a Borsa chiusa, dopo una giornata che ha visto il titolo Mps chiudere a +1,12%, a quota 4,256 euro, con una capitalizzazione complessiva di 5 miliardi e 361 milioni di euro, il Mef ha avviato una seconda procedura accelerata di raccolta ordini per la cessione di 157.461.214 azioni ordinarie di Banca Monte dei Paschi di Siena corrispondenti a circa il 12,5% del capitale sociale della Banca.

L’annuncio in una nota diramata dopo le 18, con la procedura avviata attraverso un consorzio di banche costituito da BofA Securities, Citigroup Global Markets Europe AG, Jeffries e Mediobanca in qualità di Joint Global Coordinators e Joint Bookrunners, "con l’obiettivo di promuovere il collocamento delle suddette azioni presso investitori qualificati in Italia e investitori istituzionali esteri". Nell’ambito dell’operazione è previsto che il Tesoro si impegni con i Joint Global Coordinators e Joint Bookrunners a non vendere sul mercato ulteriori azioni della Banca per un periodo di 90 giorni senza il consenso degli stessi Joint Global Coordinators e Joint Bookrunners e salvo esenzioni, come da prassi di mercato.

Nelle stanze del dicastero di via XX Settembre, accanto a Sala e agli advisor, a seguire l’operazione c’era anche Lovaglio. Dopo l’annuncio, è partita la conta degli ordini, il censimento degli investitori italiani e stranieri pronti a comprare altre azioni del Monte dei Paschi. Ad un prezzo più alto rispetto a quello del 20 novembre, quando il 25% del capitale fu venduto al prezzo di 2,92 euro per azione. Con un incasso per il Mef di 920 milioni di euro per 315 milioni di azioni messe sul mercato. Quantitativo che ha fatto scendere il Tesoro dal 64,2 al 39,2% del capitale di Mps. Dopo solo un’ora il pacchetto di azioni Mps messo in vendita dal Tesoro è già coperto. La domanda ha già superato l’offerta di 157 milioni di titoli, pari al 12,5% del capitale, che aveva un range di prezzo tra 4,15 e 4,256 euro.

Come a novembre, va in scena un rapido consulto tra le banche del consorzio di collocamento e i vertici del Tesoro e si decide di mettere altre azioni sul piatto, per salire fino al 15% del capitale.

Nell’attesa si fanno già i conti dell’operazione. Con questa seconda tranche di azioni in vendita, il Ministero dell’Economia ha già recuperato l’intero investimento per l’aumento di capitale di fine 2022. Lo Stato impegnò 1 miliardo e 600 milioni per sottoscrivere il 64,2% del capitale di Banca Mps, al prezzo di 2 euro per azione. 15 mesi dopo, ha incassato 1 miliardo e 570 milioni dalla vendita del 37,5% del capitale, i 920 milioni del 20 novembre 2023 e i 650 milioni di ieri.

Inoltre ha ancora il 26,8% del Monte, che alle quotazioni attuali, vale un altro miliardo e mezzo di euro. L’unico sacrificio è il non incassare la cedola per le azioni vendute ieri sera. A maggio il dividendo per 157 milioni di azioni sarebbe stato a pari a 39 milioni di euro. Nelle casse del ministero entreranno però 84 milioni di cedole per il pacchetto delle azioni rimaste. La platea degli acquirenti resta ancora nebulosa, ma dovrebbe essere la stessa dell’operazione di novembre. Investitori italiani ed esteri qualificati, con pacchetti molto parcellizzati.