Edilizia, blitz della Finanza Fatture false e bancarotta Imprenditori denunciati

Il gip del tribunale ha disposto il sequestro preventivo per 300mila euro "Svelato un articolato sistema fraudolento nel settore delle costruzioni".

Edilizia, blitz della Finanza  Fatture false e bancarotta  Imprenditori denunciati
Edilizia, blitz della Finanza Fatture false e bancarotta Imprenditori denunciati

di Laura Valdesi

SIENA

Gli occhi della Finanza sull’edilizia hanno già portato nel 2021 ad un’operazione con 34 artigiani del settore indagati. E alla scoperta di una cosiddetta ’cartiera’, vale a dire una ditta senza struttura imprenditoriale, dai dipendenti ai beni strumentali, che serviva solo per emettere fatture per operazioni inesistenti verso altre imprese. Le fiamme gialle i riflettori hanno continuato a tenerli ben accesi non solo perché si tratta di un settore in enorme espansione ma anche a volte legato a possibili fallimenti. "Sono numerose le indagini in corso da parte della Finanza, sotto l’egida della procura" in quest’ultimo settore per evitare "gravi distorsioni al sistema economico danneggiando i creditori che operano nella legalità. Contrastare i reati fallimentari – osservano le fiamme gialle – vuol dire restituire quanto dovuto a tutti i creditori delle società fatte fallire illegalmente".

E’ in questo quadro che va inserito il sequestro preventivo ’diretto e per equivalente’ di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per un importo di 300mila euro disposto dal gip verso due imprenditori residenti nei dintorni di Siena che operavano in tutta Italia. E che sarebbero coinvolti a vario titolo, secondo la Finanza, in una vicenda giudiziaria risalente agli anni 2015-2020. "Disvelato un articolato sistema fraudolento nel settore delle costruzioni", chiariscono i finanzieri. Dagli accertamenti – condotti attraverso verifiche bancarie, testimonianze e analisi dei documenti – sarebbe emerso infatti che l’imprenditore edile ha emesso fatture per operazioni inesistenti nei confronti di un altro soggetto che lavora nel medesimo settore, oltre a compensare iva inesistente per gli anni d’imposta 2015-2017. Di più: quando era in dirittura d’arrivo per quanto attiene alla chiusura dell’impresa avrebbe diminuito il patrimonio della società fallita in danno di creditori e fisco. Ed in vista del fallimento stesso sarebbero state cedute le quote societarie ad un prestanome. Agli indagati vengono contestati i reati di bancarotta fraudolenta documentale perché sarebbero stati sottratti libri e scritture contabili della società. Ma anche bancarotta fraudolenta patrimoniale per aver distratto, anche in maniera preferenziale, dal patrimonio circa 700mila euro. Si contesta inoltre l’indebita compensazione per l’iva inesistente per gli anni 2015-2017 per 270mila euro e l’emissione ed uso di fatture per operazioni inesistenti per 122mila euro. Dulcis in fundo, la rilevazione di un danno patrimoniale all’erario di circa un milione e 900mila euro derivante dall’omesso versamento di imposte e contributi.