Diario della Siena che fu. Ritratto di fine Ottocento nelle pagine di due inglesi

Le sorelle Bartlett vissero qui a lungo per studiare l’italiano e la storia dell’arte. Nelle lettere al padre, le descrizioni affascinate della città e delle sue tradizioni.

Diario della Siena che fu. Ritratto di fine Ottocento nelle pagine di due inglesi

Diario della Siena che fu. Ritratto di fine Ottocento nelle pagine di due inglesi

Quando la narrativa diventa storia, in questo caso pagina inedita di vita senese. Sta per uscire in libreria un bellissimo ritrovamento che riguarda la Siena di fine ottocento. Per Extempora ecco ’At once a home and a paradise’, a cura di Kenneth and Gillian Bartlett. La pubblicazione altro non è che l’attento carteggio di due sorelle inglesi, le ventenni Emily e Katharine, che nel 1895 trascorsero un lungo periodo in città, mandate dal padre a imparare l’italiano e studiare l’arte.

Anche nell’introduzione, curata da Fausto Tanzarella, si definisce audace questa decisione in piena età vittoriana. Ma quello che esce, con bella sorpresa e piacere di tutti gli appassionati di storia patria, sono le descrizioni di luoghi, eventi e personaggi, Palio compreso, e proprio grazi alla lungimiranza del padre, che impose alle figlie di scrivere settimanalmente una lettera a casa. Tutte le loro impressioni partono dalla pensione Santa Caterina - Casa Lucchetti in via delle Belle Arti (via della Sapienza) al numero civico 31 e "partono alla scoperta dell’indole e del carattere del popolo che le accoglie". Siamo alla fine dell’ottobre 1895 e attraverso episodi davvero significativi, compreso il pittoresco conte Bernardo Tolomei, arrivano in un batter di ciglia ai giorni fatidici del Palio dell’anno successivo, carriera vinta dalla Torre con il cavallo Farfallino e il fantino Scansino II.

E via ad una cronaca serrata e scritta con tanti particolari e una passione incredibile. La lettera sulla corsa è l’ultima spedita dalle ragazze al padre Tom Roberts di Liverpool. Ma Siena resterà nel loro cuore. Sappiamo poi che le due protagoniste, in altra età e che mai avevano preso marito, accolsero alcuni piccoli ebrei nei giorni in cui erano perseguitati in Germania.

Una bella storia, un romanzo che potrebbe essere benissimo un film, vedi ’Camera con vista’, riscoperta dai parenti dopo il 1950, l’anno in cui morirono entrambe, con la nipote Ursula Bruck che ritrova, conserva e fa pubblicare, con Kenneth e Gillian Bartlett, questo carteggio che è uno spaccato puntuale di un periodo. Una pagina che mostra l’interesse verso non solo la storia e le opere del territorio, ma anche verso quei senesi che, al di là della classe sociale, mostravano il senso di un’antica civiltà che guardava con curiosità al futuro.