Ristori alle imprese non esportatrici. Recepite le esigenze del distretto. Dal 9 gennaio apre il portale Simest

Il contributo è a fondo perduto. Confindustria: "Un problema può essere la perizia chiesta in così poco tempo"

Ristori alle imprese non esportatrici. Recepite le esigenze del distretto. Dal 9 gennaio apre il portale Simest
Ristori alle imprese non esportatrici. Recepite le esigenze del distretto. Dal 9 gennaio apre il portale Simest

L’anno finisce con una buona notizia per le aziende alluvionate: quanto anticipato dal ministro Antonio Tajani durante la visita a Prato il 6 novembre si sta concretizzando. Infatti è uscito il bando Simest con cui estende la misura di ristoro per l’indennizzo dei danni materiali diretti subìti anche alle imprese colpite dall’alluvione in Toscana di novembre scorso. Si tratta di un contributo a fondo perduto che interesserà non soltanto le imprese esportatrici. Infatti, come si legge sul sito di Simest, "dal 9 gennaio 2024 l’accesso ai contributi a fondo perduto sarà ampliato – sia per le imprese colpite dall’alluvione di maggio 2023 in Emilia Romagna che per quelle colpite a novembre 2023 in Toscana – anche alle imprese non direttamente esportatrici ma afferenti a una filiera produttiva a vocazione esportatrice e il cui fatturato derivi da comprovate operazioni nei confronti delle imprese direttamente operative nei mercati esteri". Come è noto, la dotazione prevista per la misura Toscana è di 100 milioni di euro. Dunque dal 9 gennaio gli imprenditori troveranno sul portale Simest lo strumento "Ristoro danni diretti materiali alluvione", aggiornato ed esteso ai territori della Toscana colpiti dall’alluvione di novembre.

Il portale sarà aperto dalle 9 alle 18 dal lunedì al venerdì e l’accesso sarà regolato da un meccanismo di coda. A chi è dedicata questa estensione? Alle imprese di tutte le dimensioni che abbiano sede operativa o unità locali nei territori colpiti dall’alluvione, un fatturato export pari ad almeno il 3% o in alternativa un codice Ateco produttivo e almeno il 10% del proprio fatturato totale realizzato complessivamente verso una o più imprese clienti esportatrici ciascuna delle quali realizzi direttamente un fatturato export pari ad almeno il 3%. Inoltre è richiesta una perizia asseverata redatta da un perito che certifichi i danni materiali ad attivi a seguito degli eventi alluvionali di maggio e di novembre 2023. Il contributo a fondo perduto può coprire i danni materiali per esempio ad immobili, attrezzature, macchinari, automezzi e scorte di magazzino, per un importo massimo di 5.000.000 di euro. L’importo riconoscibile rispetto ai danni riportati nella perizia asseverata per i beni non assicurati è fino all’80% dei danni accertati; per i beni assicurati fino al 100%.

"Positivo che nei benefici siano state incluse, come del resto ci era stato assicurato, anche le filiere produttive delle aziende esportatrici", fa sapere da Confindustria Toscana Nord interpellata a fronte di questa novità. Ci sono due potenziali criticità sui quali Ctn accende i riflettori. "Una potenze criticità è rappresentata dalla necessità, per accedere ai finanziamenti, di una perizia redatta secondo i criteri indicati da Simest: criteri non necessariamente identici a quelli utilizzati dai periti delle aziende, con ben poco tempo, da ora al 9 gennaio, per eventuali allineamenti", dicono da Ctn. Come pure un altro possibile problema "è rappresentato dalla quantificazione dei danni: il posticipo dei termini concesso dalla Regione Toscana fino al 19 gennaio viene ad essere di fatto vanificato dalle tempistiche del bando Simest, per le aziende che vorranno accedervi".

Sara Bessi