La sala del consiglio
La sala del consiglio

Firenze, 11 aprile 2021 - Il Var del consiglio regionale toscano non chiarisce, ma tra i consiglieri regionali in molti sanno il nome. L'autore della doppia bestemmia, prima dell'inizio della seduta del 7 aprile per ora non ha alzato un dito e  non ha chiesto scusa. Il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo ha condannato immediatamente l’accaduto ma oltre, dice, non può spingersi.

Ci va comunque di mezzo, a parte l'educazione che dovrebbe essere sempre in primo piano, il rispetto istituzionale (del luogo, della carica che si riveste, dei cittadini che si rappresenta, dei colleghi degli altri raggruppamenti e del proprio). 

Tra i primi a sollevare il caso in diretta sono stati i consiglieri del Pd, Lucia De Robertis ("Chiedo di stigmatizzare l'accaduto e di risalire al responsabile" disse subito) e Iacopo Melio che hanno chiesto di condannare il gesto. Il capogruppo del Pd Vincenzo Ceccarelli, dopo giorni in cui nessuno ha detto ‘Sono stato io’ ha sottolineato oggi che “ci sono le registrazioni”.

Come a dire si intervenga. Mazzeo ha guardato e soprattutto sentito le registrazioni ma dice “che il video è oscurato prima dell'inizio della seduta” e che si sentono delle voci tra cui anche la bestemmia duplice. Ma “senza la certezza di chi sia stato non si può intervenire”. 

Tra le voci che si rincorrono tra i consiglieri sembra che il bestemmiatore sia appartenente a Fratelli d’Italia che ha cinque consiglieri (il capogruppo Francesco Torselli, Diego Petrucci, Gabriele Veneri, Vittorio Fantozzi, Alessandro Capecchi). “Martedì riunisco il gruppo e se c’è da fare chiarezza su questo aspetto tra di noi lo faremo senza alcun problema”, sottolinea il capogruppo di FdI Francesco Torselli

Iacopo Melio ha ricostruito sulla sua pagina facebook quanto avvenuto: “Poco prima dell’Inno in Consiglio regionale, un collega di opposizione, non accorgendosi di avere il microfono aperto da remoto, ha esclamato ben due bestemmie di fila. Nonostante il Presidente del Consiglio abbia subito richiamato alla chiusura dei microfoni, redarguendo senza fare nomi non avendo capito di chi si trattasse, ho riconosciuto immediatamente il consigliere in questione: per questo ho chiesto alla regia l'accesso alla registrazione dell’aula, nel pieno delle mie facoltà, e ho così avuto la conferma in un video inequivocabile di soli venti secondi”.

Insomma secondo quanto sostiene Melio dalle registrazioni si capisce chiaramente chi ha bestemmiato. “Curioso come una persona che in continuazione si atteggia da moralista, lamentandosi spesso della condotta maleducata degli altri durante i lavori, si lasci poi andare a certi episodi - continua Melio - . Nonostante il diritto di cronaca non mi impedisca di rivelarne l'identità, stavolta voglio con ottimismo sperare che il Consigliere, alla luce delle prove in archivio, sappia ammettere il grave gesto e dunque voglia chiedere scusa, cogliendo l'occasione per dare il buon esempio”.

È vero, sottolinea il consigliere del Pd, “ci sono sicuramente problemi più importanti da affrontare, ma un rappresentante dei cittadini dovrebbe agire costantemente, in ogni momento, in modo rispettoso e tollerante, oltre che coerente con i propri principi: o forse il concetto “Dio, patria e famiglia”, tanto difeso da costoro, vale solo a fasi alterne?. Confiderò sempre nel buon senso e nella civiltà umana. D’altra parte errare è umano, chiedere scusa è bello”. 

Il consiglio regionale toscano torna a riunirsi martedì pomeriggio. Da chiarire definitivamente se le registrazioni possono identificare o meno l'autore delle bestemmie (Melio dice di sì, Mazzeo di no) e se dentro Fratelli d'Italia si trova il 'colpevole' e si offrono pubbliche scuse. Per il doveroso rispetto istituzionale.