Firenze, 23 febbraio 2021 - La dialettica era andata in scena domenica e lunedì sulle colonne della Nazione con le interviste al sindaco Nardella e all’ex governatore Rossi. Due visioni completamente diverse della prospettiva dem che davano l’idea dell’effervescenza del dibattito nel Pd toscano. Ma sotto sotto, nel partito, covava proprio la tensione: è venuta fuori un’ora prima dell’inizio della riunione della direzione del Pd regionale chiamato a ridisegnare il nuovo esecutivo dopo lo scontro tra segretaria Simona Bonafè e il vice Valerio Fabiani.

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In un comunicato di "Piazza Grande Toscana per Zingaretti" si annuncia la non partecipazione. Il confronto alle 21,30 parte comunque con la numero uno del Pd toscano "al lavoro per l’unità" del partito. Solo congelata la sostituzione di Fabiani in attesa che gli zingarettiani diano qualche nome. Il nodo è che la corrente del segretario nazionale non molla Fabiani: si ripete che se "va fuori lui, salta anche la segretaria". Insomma guerra aperta. Come si legge dal comunicato: "Nel Pd toscano, stanno avvenendo cose che sono in aperto contrasto con quello spirito di unità e di collaborazione che una fase così delicata richiederebbe e con la gestione unitaria del partito faticosamente raggiunta lo scorso anno". La segretaria Bonafè "si sta accingendo a cambiare la segreteria senza avere mai aperto un confronto con l’area Piazza Grande Toscana, che ha sostenuto all’ultimo congresso il segretario nazionale Nicola Zingaretti". Gravi le accuse: contrasto del Pd toscano con la linea di ’Zinga’ e "utilizzo del Pd toscano per indebolire quello nazionale con sterili pretesti".