L’ultimo saluto a Firinu. Appassionato alla vita

Autista di scuolabus, volontario della Croce Verde e istruttore del Cai . La toccante testimonianza della moglie: "Tra noi quarant’anni d’amore".

L’ultimo saluto a Firinu. Appassionato alla vita

L’ultimo saluto a Firinu. Appassionato alla vita

Nella casa di Corso Gramsci è sceso il silenzio dopo sette lunghi anni di cure e di premure per un uomo che, giorno dopo giorno, ha visto spegnersi tutte le sue forze. Ma resta la luce di un amore che ha illuminato quarant’anni di vita, quelli trascorsi insieme da Domenico e Manuela. Domenico Firinu è morto domenica mattina, in quella casa. Era nato il 25 maggio del 1953. Sette anni fa gli era stata diagnosticata una malattia degenerativa che alla fine ha fermato il suo cuore. Un appassionato cuore di sportivo, amante della natura e degli animali e che, col tempo, aveva saputo farsi voler bene da tutti. La moglie, Manuela Patrizia Murgia ha salutato Domenico ieri pomeriggio in San Benedetto e ci racconta qualcosa di questa vita passata sempre l’una accanto all’altro.

"Ci siamo conosciuti che avevo appena vent’anni. Oggi ne ho sessanta. Io sono nata e vivevo a MIlano. Il nostro primo incontro avvenne a Finale Ligure, durante un’arrampicata sportiva. Ci siamo innamorati subito, e non ci siamo più lasciati. Gran parte della sua vita lavorativa l’ha trascorsa guidando gli scuolabus ed è per questo che lo conoscevano tutti. Il primo incarico lo ebbe a Quarrata, poi fu a Pistoia, e percorreva tutte le tratte, ricordo Ramini, Cireglio, la Montagna, il campo nomadi, e prima di passare al cantiere comunale, fu autista anche per il trasporto dei bambini disabili. Nel frattempo io ho sempre lavorato per Banca Intesa. Non abbiamo avuto figli. Negli anni Novanta era stato uno dei volontari della Croce Verde di Pistoia.

"E poi c’erano le sue grandi passioni, prima di tutte quella per la Montagna e l’alpinismo. Faceva arrampicata sportiva, prima a Legno Rosso e poi a Sant’Agostino, un’abilità che gli aveva consentito di diventare un istruttore del Cai, e lo è stato per molti anni. Non si fermava mai, c’era anche il nuoto fra le sue passioni, e il mare. La malattia che gli era stata diagnosticata sette anni fa lo ha fermato piano piano.

"La nostra è stata un’unione d’amore. Quando l’ho conosciuto io ero giovanissima, ma fin dal primo momento ho avuto la certezza di essere innamorata della persona che volevo per sempre accanto a me, anche nella malattia. Ci volevamo tanto bene, ed era sotto gli occhi di tutti".

lucia agati