Impianti, chiese e strade accessibili: "Lotta alle barriere architettoniche"

Un gruppo di associazioni si sono messe a disposizione dei Comuni per realizzare vari progetti . L’obiettivo: "Si tratta di adeguare la città alle necessità di persone anche temporaneamente in difficoltà".

Impianti, chiese e strade accessibili: "Lotta alle barriere architettoniche"

Impianti, chiese e strade accessibili: "Lotta alle barriere architettoniche"

Un tavolo di lavoro per sensibilizzare e collaborare. È il progetto di un gruppo di associazioni di Pistoia e provincia che hanno deciso di riunirsi per dare la possibilità di aiuto a chiunque lo richieda, dalle amministrazioni, agli enti, ai privati, al fine di cercare di abbattere insieme le barriere architettoniche, sensoriali e della comunicazione. Adiconsum, Adp, Abio, Aisla, Aism, Anmic, Calcit, Federconsumatori, Spalti, Uic, Uildm, si sono così incontrate per definire un percorso utile a tutta la comunità. "Abbiamo creato una sorta di gruppo tra noi e quelli che hanno aderito al progetto - ha spiegato Daniela Morandi, Aisla -. Il comune intento è di metterci a servizio delle amministrazioni dei comuni o degli ordini professionali, di chiunque faccia qualcosa. Noi siamo a disposizione, non come esperti, ma purtroppo come persone che vivono questa esperienza".

L’eliminazione delle barriere architettoniche rappresenta un passo ineluttabile per l’inclusione, ma anche e soprattutto un miglioramento generale a livello di vivibilità della città oltre ad apportare benefici alla raggiungibilità di uffici o ambulatori, locali pubblici o esercizi commerciali, giardini o attività turistiche e culturali.

"Mettere al centro sempre le persone, tutte. È vero che siamo una minoranza, ma una minoranza di cittadini come gli altri - ha sottolineato Matteo Pepe, Anmic -. Progettare e realizzare subito le accessibilità per tutti, è sempre meglio, per costi e velocità, che dover poi in seguito adeguare un’opera già compiuta. Saremo ben lieti di partecipare attivamente con il nostro progetto di tavolo con chiunque voglia interpellarci. Abbiamo già interagito, e ci torneremo per verifica, con la Provincia per i lavori in corso alla piscina Fedi per esempio. Ma per dire, anche le chiese hanno criticità per chi vuole accedere in carrozzina". Perché le barriere oltre ad essere un grave ostacolo per le persone con disabilità, lo sono anche per tutte le cittadine e cittadini in fasi diverse e molteplici della vita, come in gravidanza, con la presenza di passeggini, o con genitori nella terza età. L’eliminazione delle barriere migliorerebbe la vivibilità e accrescerebbe l’interesse verso la città. Per questo il gruppo di associazioni chiede alle amministrazioni comunali e provinciali di formalizzare insieme un tavolo permanente finalizzato ad individuare le criticità oltre a creare una comunità sensibile e coesa per cercare di superarle. Una sinergia che, dichiarano le associazioni coinvolte, può portare a soluzioni innovative e sostenibili a beneficio dell’intera comunità.

Gabriele Acerboni