Pisa, 15 luglio 2020 - E’ lunedì sera, in piazza delle Vettovaglie a Pisa. E la serata scorre via tranquilla. Una come tante, a metà luglio. All’improvviso, poco prima di mezzanotte, davanti al ristorante "La Mescita", chiuso per turno, va in scena quello che a tutti è parso essere un regolamento di conti tra pusher. Luccica una lama sotto i lampioni del loggiato e tra via Cavalca e Vettovaglie si sparge un lago di sangue: quattro fendenti raggiungono un tunisino di 42 anni, pregiudicato per stupefacenti, che viene colpito al braccio (tre volte) e al...

Pisa, 15 luglio 2020 - E’ lunedì sera, in piazza delle Vettovaglie Pisa. E la serata scorre via tranquilla. Una come tante, a metà luglio. All’improvviso, poco prima di mezzanotte, davanti al ristorante "La Mescita", chiuso per turno, va in scena quello che a tutti è parso essere un regolamento di conti tra pusher. Luccica una lama sotto i lampioni del loggiato e tra via Cavalca e Vettovaglie si sparge un lago di sangue: quattro fendenti raggiungono un tunisino di 42 anni, pregiudicato per stupefacenti, che viene colpito al braccio (tre volte) e al fianco e finisce in ospedale.

Sull’episodio indagano i carabinieri, nella speranza che le telecamere di videosorveglianza abbiano ripreso qualcosa. Lo straniero non corre pericolo di vita, ma chi ha assistito alla scena ha pochi dubbi: "Quello che lo ha colpito sembrava volesse ammazzarlo", dicono i testimoni. Mentre in tanti (troppi, forse) non vedono oppure fanno finta di non vedere perché, in fondo, queste scene non sono poi così inconsuete nei vicoli bui della zona. E continuano la loro serata in piazza, come niente fosse. Ma il problema c’è, eccome. E la rabbia di chi in quella piazza ogni sera prova a lavorare onestamente il giorno dopo è palpabile.

"Questo è il triste epilogo di un degrado senza controllo – scrive su Facebook, Luca Bruguier Pacini, collaboratore de La Mescita – e quando stamani abbiamo aperto abbiamo trovato la piazza in un lago di sangue per l’ennesimo accoltellamento avvenuto nella notte". E aggiunge: "Abbiamo trovato i tavolini accatastati fuori imbrattati di sangue, così come il selciato della piazza. Ciò che fa rabbia è che la lite è scoppiata proprio qui davanti, perché eravamo chiusi e questi pusher conoscono ogni dettaglio di questi luoghi, ne sono purtroppo i padroni e si comportano come tali". Le nostre foto scattate pochi minuti dopo l’aggressione testimoniano i locali ancora aperti e il sangue sui banchi del mercato e sotto il loggiato di piazza delle Vettovaglie, davanti al minimarket costretto poco dopo a pulire alla meglio. Il resto lo ha fatto l’idropulitrice all’alba, anche se alcune chiazze di sangue a mezzogiorno sono ancora ben visibili sul selciato.

"Episodi come questi purtroppo li abbiamo già visti tante altre volte – conclude Gigi Fortino, titolare della "Griglieria" – ma è stato il periodo del lockdown a dimostrare praticamente chi è il padrone di Vettovaglie: sono gli spacciatori che non se ne sono mai andati e che hanno continuato a presidiare questo spazio anche quando i locali erano chiusi. Ora che sono riaperti lo fanno ancora di più e non gliene ne importa nulla che ci siano o meno i nostri clienti per mandare avanti i loro traffici e i loro regolamenti di conti. Poi, a locali chiusi, questa zona purtroppo diventa terra di nessuno, con pochissimi controlli".