La piattaforma E@asyCare è stata sviluppata da IngeniArs S.r.l., una spin-off dell’Università di Pisa, e dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, nell’ambito del progetto SatNav E@syCare. Grazie al finanziamento dell’Agenzia Spaziale Europea, il sistema di telemonitoraggio E@syCare è stato quindi potenziato e personalizzato per il monitoraggio dei...

La piattaforma E@asyCare è stata sviluppata da IngeniArs S.r.l., una spin-off dell’Università di Pisa, e dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, nell’ambito del progetto SatNav E@syCare. Grazie al finanziamento dell’Agenzia Spaziale Europea, il sistema di telemonitoraggio E@syCare è stato quindi potenziato e personalizzato per il monitoraggio dei pazienti contagiati dal virus ed è stato così sperimentato nelle Aziende USL Toscana Nord-Ovest e Toscana Centro. L’idea di una sua applicazione in pandemia si deve ai medici Annamaria Vianello e Luca Melani. La provincia di Pisa è tra i territori che ha fornito il maggior numero di risultati e di accessi, ma la sperimentazione ha interessato anche la piana lucchese, la zona di Montecatini, e la Garfagnana. Il progetto terminerà alla fine dell’anno e la speranza è che questa nuova metodologia, ritenuta utile e vantaggiosa dal 90% dei medici e che ha soddisfatto anche i pazienti, possa trovare applicazione a regime. "Ci dispiace – commenta Luca Fanucci - che il progetto @syCare SatNav dell’Agenzia Spaziale Europea terminerà alla fine dell’anno quando siamo ancora in mezzo alla quarta ondata. Stiamo comunque esplorando nuove strade per continuare".

Per Luca Puccetti, segretario Fimmg, questo importante progetto di telemedicina "non deve restare solo un bell’esercizio – spiega –. Da 20 anni si parla di telemedicina, vengono fatti bandi, erogati fondi ma poi è come se tutto venisse dimenticato e si volti pagina. Dovremmo invece sollecitare la Regione per spingere sull’impiego di questa metodologia, perché usare la tecnologia – aggiunge – è una grande intuizione che ci aiuta a evitare errori e rende possibile un monitoraggio costante e sicuro dei nostri pazienti. L’auspicio è che da progetto pilota si arrivi a una standardizzazione".

E.M.