Antonio Logli, oggi recluso nel carcere di Massa dove sconta 20 anni per l’omicidio della
Antonio Logli, oggi recluso nel carcere di Massa dove sconta 20 anni per l’omicidio della

Pisa, 12 dicembre 2019 - "Antonio Logli continua a proclamarsi innocente e non vuol lasciare alcunché d’intentato". Sono le prime parole del nuovo difensore, avvocato Enrico Di Martino del Foro di Massa, di quello che per la giustizia italiana è l’assassino di Roberta Ragusa, delitto per il quale sta scontando vent’anni nel carcere di Massa. Il legale fu contattato da Logli all’indomani della sua entrata in cella e nei primi momenti lavorò al caso a fianco di Roberto Cavani, l’avvocato che lo ha seguito fin dai primi passi di un caso giudiziario entrato alla fine nelle case di tutti gli italiani.

Oggi, però, Di Martino è l’unico ad avere mandato per assistere Logli: "al momento – spiega il legale – posso dire poche cose. E’ evidente che le azioni che possiamo fare, esaurito il percorso dei gradi di giudizio, sono residuali. Sicuramente ci sono due strade da valutare: il ricorso alla Corte di giustizia europea per i diritti dell’uomo, e il procedimento di revisione del processo. L’uno non esclude l’altro". "Ogni decisione la prenderemo – aggiunge – dopo un’attenta analisi della motivazioni della Corte di cassazione, depositate nei giorni scorsi. C’è da lavorare, tutto qui".

L’avvocato Cavani, che abbiamo contattato, e che – da quando si apprende – ha visto Logli, lunedì scorso nel carcere di Massa, si limita a confermare questo cambio della guardia, anche perché il suo mandato si era comunque esaurito con la sentenza della Suprema corte e per le attività successive (gestione della fase esecutiva, ricorso alla Cedu o istanza di revisione) Logli avrebbe dovuto conferigliene uno nuovo. Comunque Logli non si da per vinto. E nonostante in quasi cinquanta pagine la Cassazione, con una sentenza lapidaria che rigetta il ricorso, ne faccia l’assassino della Ragusa che ne ha distrutto anche il cadavere, ha detto al suo nuovo avvocato, in buona sostanza, che tutto quello che ancora si può fare deve essere fatto.
L’obiettivo principale, per la difesa, prima ancora che portare il caso in Europa, è quello di raccogliere elementi sufficienti ad aprire la strada alla revisione e dare un altro copione al giallo di Gello: quando una moglie e madre di due figli, oggi maggiorenni, diventò un fantasma nella notte del 13 gennaio 2012. Di lei più nessuna traccia.
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