
Il sindaco di Calci, Massimiliano. Ghimenti, durante la notte fra il 23 e il 24 settembre 2018, l’incendio del Monte Pisano
di Gabriele Masiero
CALCI
Il sindaco di Calci, Massimiliano Ghimenti, ha ricevuto dalla presidente dell’Anci Susanna Cenni la delega alle politiche Aib (antincendio boschivo) ed è la prima volta che un amministratore calcesano viene chiamato a rivestire un ruolo di livello regionale nell’associazione nazionale dei Comuni italiani. Sindaco Ghimenti, è un premio al modello Calci?
"Susanna Cenni, essendoci stata vicina tantissimo durante l’incendio del 2018 e nel periodo post-incendio, conosce bene il nostro territorio, la nostra gestione di quel fatto terribile e quanto ci siamo impegnati per uscirne. La sua scelta è quindi un riconoscimento per tutta la nostra comunità, per come ha agito e reagito, e direi più in generale per tutto il Monte Pisano, da sempre territorio d’avanguardia in tema di Antincendio Boschivo, e non solo per la nostra zona".
Si spieghi meglio.
"Credo che sia il riconoscimento di un modello operativo che ha ben funzionato. E che non è il modello Calci ma il modello applicato a Calci e che riguarda emergenza, post emergenza e una modalità di lavoro".
Ha già pensato come dare attuazione alla sua delega?
"Ho già preso contatti con gli uffici regionali Aib, che sono ottime strutture, perché ritengo che insieme ad Anci si debbano realizzare iniziative di maggior diffusione e impatto sulle buone pratiche, a cominciare dalla condivisione di informazioni per adottare modalità di lavoro efficaci. Io a Calci ho potuto contare su persone di straordinaria professionalità e fare sistema e formazione non costa nulla ma può essere un valore aggiunto per tutti i comuni".
Che genere di formazione serve?
"Tecnica e operativa e che sia rivolta in primis agli amministratori, poi al personale dei Comuni e infine alla popolazione. Calci, ma anche tutto il Monte Pisano, possono contare su persone esperte che sono autentiche colonne dell’antincendio boschivo, penso a Fabio Casella, tecnico agroforestale ed esperto dell’antincendio boschivo. È stato dipendente del nostro Comune e ora è in pensione, ma se avesse voglia di mettere a disposizione di Anci un po’ del suo tempo le sue competenze sarebbero utilissime per fare formazione e prevenzione. Cito lui ma in Toscana ce ne sono anche altri. Dobbiamo coinvolgere valorizzare queste risorse e saperle mettere a fattor comune".
Prima di tutto la prevenzione, dunque.
"E per farla bene la parola d’ordine è condivisione: di idee, esperienze, modelli operativi. Partirò da qui perché la formazione/informazione può risultare decisiva in caso di emergenza ed è un’azione di intervento che è possibile fare a costo pressoché zero, con benefici immediati per tutti. Lo ripeto: questa delega non è un premio a un sindaco, ma il riconoscimento di un buon funzionamento del modello operativo e gestionale sia dell’emergenza che del post emergenza. Sarà quindi mio compito valorizzare ulteriormente le persone e le strutture, di Calci, del Monte Pisano e della Toscana, che hanno contribuito a realizzarlo".
Il direttivo di Anci Toscana, riunitosi mercoledì, ha affrontato anche altri temi all’ordine del giorno: una prima valutazione per la manovra economica del governo, con la preoccupazione per ulteriori tagli ai Comuni e soprattutto per la riduzione del turn-over; la necessaria interlocuzione con la Regione Toscana sul tema delle allerte meteo, anche alla luce di quanto accaduto recentemente per il maltempo; le proposte di Anci Toscana da avanzare al Cal (il Consiglio delle autonomie locali) sui Consorzi di bonifica.