DAVID ALLEGRANTI
Pecore Elettriche
Editoriale

Nardella verso la Ue con più di un’incognita

Pecore elettriche

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Firenze, 1 ottobre 2023 - Le elezioni amministrative del 2024 in Toscana chiuderanno il ciclo politico del post renzismo. A Firenze e a Prato. Dario Nardella e Matteo Biffoni sono al secondo mandato. Il sindaco fiorentino sarà probabilmente candidato alle Europee, anche se ancora non è chiaro in quale posizione. Deciderà Elly Schlein, che sta ragionando sui capilista. Il contesto per Nardella non è semplice. Già coordinatore della mozione congressuale di Stefano Bonaccini, il sindaco ha perso le primarie a livello nazionale e anche in casa sua, a Firenze. Il che lo costringe a dei compromessi con la nuova segreteria nazionale. Sul suo futuro circolano varie ipotesi, ma per ora ha in mente solo un obiettivo: essere candidato ed eletto al Parlamento Europeo. Sulla candidatura ci sta lavorando, ma l’elezione è un altro discorso. Nardella avrà bisogno del sostegno diretto del suo partito, perché le circoscrizioni alle Europee non sono esattamente quelle dei quartieri. L’Italia Centrale comprende Toscana, Umbria, Marche e Lazio. E dove vanno i voti del Lazio lo decide la Ditta del Pd di Roma sulla base anche di chi si candiderà da quelle parti (Enrico Letta? Nicola Zingaretti? Marta Bonafoni?). Anche per questo il sindaco di Firenze, che potrebbe non essere il capolista, evita accuratamente di entrare in contrasto con la segreteria nazionale e regionale. D’altronde, come dicono gli schleiniani in Toscana, il sindaco “deve fare il bravo” se vuole il loro sostegno. E nel Lazio? Cerca i voti di Dario Franceschini, che prima di essere uno schleiniano è anzitutto un franceschiniano, e di Zingaretti, sempre che non si candidi lui in prima persona.

La marcia di avvicinamento a Schlein è stata notata anche fra i riformisti del Pd, quelli che stanno con Bonaccini e Lorenzo Guerini, che non hanno gradito. E se alla fine fossero loro a far mancare il supporto a Nardella, poco convinti del progressivo cambio di rotta del sindaco fiorentino? Un altro elemento sfavorevole per il sindaco è il fattore R(enzi).

Il capo di Italia Viva vuol far perdere Nardella più che il Pd. Con il Pd infatti ci governa, in Comune e in Regione, e Renzi è sempre stato un politico pragmatico. Il primo strumento di pressione su Nardella sta nella candidatura a sindaco. Il Pd fiorentino e il Pd toscano non sembrano volere fare a meno dell’alleanza con il loro ex segretario ed ex presidente del Consiglio, che vuole orientare la scelta del futuro candidato a prendere il posto di Nardella. Ecco perché il sindaco di Firenze vorrebbe una sua assessora, Sara Funaro, come candidata, che sarebbe in piena continuità con la sua amministrazione. Avere un candidato sindaco ostile, che spiega che dopo 10 anni è arrivato il momento di cambiare e che serve un “punto e a capo” (cit. Lapo Pistelli nel 2009), sarebbe politicamente un inciampo per la candidatura alle Europee di Nardella. Per questo, il Pd a Firenze - se potesse - eviterebbe volentieri le primarie: potrebbe anche vincerle Cecilia Del Re, non esattamente la prima fan del sindaco uscente.

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