Manuel Vescovi
Manuel Vescovi

Firenze, 13 settembre 2021 - Manuel Vescovi, senatore della Lega, eletto in Toscana ma padovano di origine, è vaccinato (con Pfizer), è a favore del green pass e dice alla Nazione che lui, al contrario di certi suoi colleghi, in piazza con i no green pass non ci va: “Se c’è una legge, piaccia o non piaccia, va rispettata”.

Preferirebbe di gran lunga occuparsi di altro, il senatore Vescovi. L’anno scorso ha presentato un disegno di legge costituzionale dal titolo “Stati uniti d’Italia”, per introdurre l’elezione diretta del presidente e il federalismo, dando autonomia alle Regioni: “In questi momenti - dice alla Nazione - bisogna fare grandi cambiamenti, perché la nostra struttura è vecchia e obsoleta e comporta molte difficoltà nella fase decisionale”. Fortunatamente, dice il senatore Vescovi, “abbiamo Mario Draghi, che parla poco e fa”.

Quindi che cosa dice ai suoi colleghi di centrodestra, anche nella Lega, che strizzano l’occhio ai no green pass e ai no vax?

“Che non essendo uno scienziato, ascolto i medici e la medicina. Anche perché, se non mi sento bene, vado in ospedale. Se ci sono delle regole, vanno rispettate e bisogna fidarsi di chi ne sa di più. Se si è a bordo di un aereo e c’è una turbolenza, e il pilota è costretto a entrare dentro una tempesta, ci si fida del pilota”.

Insomma, lei non vede una dittatura sanitaria in corso.

“Dittatura sanitaria? No, no… Non la vedo. In questo momento storico, siamo dentro un’emergenza sanitaria, una pandemia mondiale, e dobbiamo ascoltare chi ci governa. Il mio pensiero è rivolto ad altro, alle imprese in difficoltà, alle cartelle esattoriali da rinviare. Io il mio dovere l’ho fatto, vaccinandomi. Il vaccino va fatto. Poi se qualcuno mi dicesse: ma a tua figlia di 7 anni lo faresti fare? In quel caso, ci penserei. Ma è un’altra discussione”.

Lei quindi non scenderebbe in piazza con Claudio Borghi contro il green pass?

“Guardi, mi trova in piazza per altri motivi. Contro la ministra Lamorgese, per posticipare l’invio delle cartelle esattoriali. Ma a manifestare con i no green pass, no. Siamo ancora dentro l’emergenza e bisogna fidarsi, come ho detto, del pilota. Se ognuno dice la sua, se gli stessi passeggeri iniziano a litigare tra di loro, diventa un problema e l’aereo precipita. Ascoltiamo chi ci guida, Draghi è una persona saggia, che stimo molto. Così come stimo le persone che parlano poco e fanno. Non è un uomo perfetto, Draghi, ma è un decisionista e di questo il paese ha bisogno. Poi certo, se guardi la tv e trovi un dibattito sui vaccini in cui non capisci niente e senti gli ospiti litigare, i dubbi ti vengono”.

C’è stato un problema di comunicazione? Ne serviva una migliore?

“Fare una comunicazione migliore è difficile, perché ognuno deve poter dire la sua. Se uno scienziato parla, lo ascolti. Quello che manca in tv o sui giornali è il filtro. Bisogna sempre mettersi dalla parte di chi ascolta. Detto questo, io sono vaccinato e non capisco i no vax. Ma secondo voi, tutto il mondo sta producendo un vaccino per uccidere le persone? No, i medici si sono vaccinati quasi tutti e questo dovrebbe già essere una garanzia. Poi, certo, ci sono le case farmaceutiche che ci guadagnano, ma è legittimo. Per questo resto contrario alla liberalizzazione dei brevetti. Vanno aiutati i paesi che hanno bisogno, ma non si può fare in modo che una società privata smetta di investire nella ricerca”.

Secondo lei le radici della Lega sono ancora antifasciste?

“Sono stato a vedere Auschwitz e poi ci porterò anche mia figlia. Sono luoghi che vanno visitati per ricordare quello che l’uomo ha fatto. I fascisti sono distanti dal mio mondo. Vanno studiati perché non ricapiti più, ma vanno tenuti a distanza. Nessuno di noi deve accostarsi a quei mondi, che riportano alla mente periodi orribili della nostra storia”.