Rosy Bindi
Rosy Bindi

Firenze, 8 settembre 2021 - E se al Quirinale fosse eletta una donna? La possibilità non è remota, e infatti circolano molti nomi femminili per la successione di Sergio Mattarella. “Una donna al Quirinale sarebbe una bella prospettiva”, ha detto mesi fa Romano Prodi.

Ieri si è aggiunto un altro nome, con un appello firmato da un gruppo di donne “di orientamenti politici diversi”, ma tutte “nell’area del centrosinistra e della sinistra”, per chiedere che il prossimo capo dello Stato sia Rosy Bindi. “Una proposta partita dalla società che ha raccolto firme di cittadine e cittadini che vogliono essere soggetti attivi anche in questa fase. I tempi – dicono proponenti e prime firmatarie – sono maturi e riteniamo che l’elezione di una donna sarebbe un segnale importante all’interno di una società che sembra perdere ogni giorno di più i propri valori e di una politica che sembra abdicare al proprio ruolo centrale nel governo del Paese”, scrivono le firmatarie.

Negli ultimi mesi sui giornali sono usciti i nomi di altre potenziali presidenti della Repubblica. Come l’attuale ministra della Giustizia Marta Cartabia, che da quando è entrata nell’esecutivo di Mario Draghi ha cercato di costruire un profilo adeguato alla corsa per il Colle. Si era parlato di lei anche come possibile presidente del Consiglio, prima che la scelta ricadesse su Draghi. Intanto ha già battuto un record: è stata la prima presidente della Corte costituzionale dopo 45 presidenti uomini. Alla Consulta c’è stata, inizialmente come giudice, per nove anni.

C’è poi Emma Bonino, leader del partito Radicale, fondatrice di +Europa. Deputata, europarlamentare, ministra, senatrice, il curriculum di Bonino è lunghissimo. Ha detto che non intende correre, ma comunque “ci vorrebbe una donna”. In un’intervista a Repubblica a maggio ha spiegato che servirebbe “una donna competente autorevole per il Colle. Ma non penso a me stessa, ero pronta 30 anni fa. Una presidente della Repubblica però, manderebbe un segnale importante di fiducia a tutto il mondo femminile, che più di altri ha sofferto per il Covid. E sarebbe il messaggio che questo è un Paese per donne”.

Tra le altre donne in corsa per il Colle c’è o c’è stata anche Maria Elisabetta Alberti Casellati, attuale presidente del Senato, giurista, prima donna a ricoprire questo ruolo. Anche quello di Anna Maria Tarantola, economista, ex presidente della Rai, già vicepresidente della Banca d’Italia fino al 2012, è un nome che gira da tempo.

Sono trent’anni che si parla di una presidente donna. “I tempi sono maturi per una donna al Quirinale”, disse nel 1990 Nilde Iotti, prima donna eletta presidente della Camera, il giorno del suo settantesimo compleanno. Che sia la volta buona?