
Problemi all’intersezione fra via Cavour, via Dante Alighieri e via San Giuseppe. L’iniziativa è stata lanciata dai cittadini: "La soluzione non può essere quella".
La prima segnalazione è arrivata quindici giorni fa, quando il gruppo di minoranza ’Chiesina e le sue Frazioni’ era intervenuto con un post per denunciare come il semaforo all’intersezione fra via Cavour, via Dante Alighieri e via San Giuseppe fosse stato disattivato, e al suo posto fosse apparsa una nuova rotonda. Sui social è nato un progetto. L’idea è stata lanciata da Simona Suzzi: è partita una raccolta firme. "Vedi una cosa fatta storta, e ti dici: non ce la faccio più, è l’ora di fare qualcosa – ci spiega –. Ho lasciato i fogli in alcune attività che hanno sostenuto la nostra proposta, ma per adesso mi sto muovendo da sola. Quella non è una rotatoria. Mancano tutti i presupposti. Le rotatorie sono nate per dare la possibilità di immettersi nel traffico in sicurezza, senza doversi fermare. Insomma: non è una rotatoria, è un accrocchio".
Ne ha parlato con il sindaco Fabio Berti, senza risultato. "Dalle risposte che mi ha dato – commenta – ho capito che quella deve essere un ostacolo, per costringere a rallentare, se non a fermarsi. Mi ha detto che il semaforo sarebbe controindicato, perché il verde, per chi viene dalla Capanna, sarebbe un ‘via libera’ per arrivare a forte velocità. Invece, soprattutto per chi, come me, vive in via Dante Alighieri, è un grosso problema. Ci costringe a fare manovra in mezzo alla strada. La soluzione non può essere quella.
"Meglio, senza dubbio, un semaforo, magari, per aiutare a renderlo più sicuro, con una telecamera per il controllo della velocità – sottolinea Suzzi –. Non so se la raccolta firme porterà a qualcosa. Spero che l’amministrazione comunale dimostri buon senso e ci ripensi. Venerdì, intanto, ritirerò i fogli con le firme dagli esercizi commerciali che hanno accettato di raccoglierle, le protocollerò e le farò avere al sindaco".
Nel corso della notte, intanto, la rotatoria è stata nuovamente smontata; non è la prima volta che accade, che alcuni cittadini abbiano pensato di rimuovere da soli l’ostacolo, costringendo gli operai del comune a intervenire per montarla di nuovo.
Emanuele Cutsodontis