Torna a nuova vita l’ex Geko. I capannoni sono passati alla Tsi

La società rileva il sito nell’area ex Dalmine: ha circa 50 dipendenti e lavora molto per l’indotto Baker Hughes. Un passaggio consentito dallo ‘scouting pubblico’ della Regione che ha lavorato di concerto con i sindacati.

Torna a nuova vita l’ex Geko. I capannoni sono passati alla Tsi
Torna a nuova vita l’ex Geko. I capannoni sono passati alla Tsi

Una nuova vita per l’ex Geko di Massa: i capannoni che erano rimasti vuoti dall’addio di Ansaldo Energia, nell’area ex Dalmine, sono tornati operativi all’interno del tessuto industriale apuano. Qui si è insediata nei mesi scorsi, infatti, l’azienda Tsi, ossia Tecno Service Impianti di Massa che era alla ricerca di nuovi spazi per ampliarsi. Una società che è già una realtà importante del territorio, con circa una cinquantina di dipendenti, e che lavora molto per l’indotto di Baker Hughes e che ora potrà allargarsi e operare ancora più fianco a fianco con il colosso internazionale, a poche centinaia di metri di distanza.

A renderlo noto è Valerio Fabiani, consigliere di Eugenio Giani per lavoro e crisi aziendali, dopo il sopralluogo nello stabilimento ex Geko. Qui il consigliere ha toccato con mano il clima di buone relazioni industriali e la voglia di ‘costruire’ di Massimo Pucci, l’imprenditore legato al territorio e oggi socio di Tsi, società che si occupa di montaggio di impianti industriali, che ha deciso di scommettere sullo stabilimento.

"L’ultima volta che sono stato qua questo stabilimento era fermo, vuoto, presidiato da un gruppo di lavoratori che erano stati lasciati qui senza prospettive – racconta Fabiani –. Il destino sembrava segnato e oltre all’assillo per il futuro dei lavoratori avvertivamo anche tutto il peso di un’altra ferita inferta al tessuto industriale. Il timore che restasse un involucro vuoto esposto ai venti della speculazione era concreto. La battaglia di quei lavoratori, la lunga trattativa con la proprietà di allora al tavolo di Regione insieme alle organizzazioni sindacali e lo ‘scouting pubblico’ della Regione hanno consentito un passaggio di proprietà che ha garantito una nuova vita industriale al sito. Tornare qui insieme alla nuova proprietà e con il sindacato è stato emozionante". Essenziale il lavoro che la Regione ha fatto fianco a fianco con i sindacati sin dall’esplosione della vertenza di fatto a sorpresa nell’estate del 2022.

"La vertenza si è conclusa nel migliore dei modi – evidenzia Umberto Faita segretario Fiom Cgil –. Tutti i 13 lavoratori in uscita da Ansaldo Energia hanno trovato un’occupazione, nessuno è rimasto a casa. Siamo molto soddisfatti che lì si sia insediata una carpenteria metallica con prospettive importanti e non un’ulteriore azienda della nautica a basso valore aggiunto o, peggio ancora, visto che va di moda, con un cambio di destinazione d’uso per il commerciale". "La Tsi si è fatta anche carico degli ultimi lavoratori che erano rimasti fuori dalla ricollocazione – dice ancora Giacomo Saisi segretario Uilm –. Aver coinvolto nella vertenza l’unità di crisi della Regione ha permesso di lavorare in sinergia, superare una situazione di stallo, individuare una mediazione con Ansaldo Energia e trovare una soluzione idonea per tutti i dipendenti, un successo del lavoro di squadra. Da ripetere".