
La sindaca Serena Arrighi
Anche il segretario provinciale della Lega Nicola Pieruccini interviene sull’articolo 21 annunciando che in Comune sono stati protocollati altri tre ricorsi. "Gli atteggiamenti di superiorità di Arrighi sono l’emblema di una totale assenza di esperienza – scrive Pieruccini –. L’articolo 21 prevede che le aziende del marmo realizzino progetti in cambio di un’estensione del periodo transitorio, ma nell’impegno messo nero su bianco al momento della firma della proroga delle concessioni alla fine di ottobre delle gare non si sapeva niente. A marzo 2024 Arrighi aveva incaricato a Firenze l’avvocato Mauro Mammana di produrre la stesura di quel disciplinare che ha definitivamente sancito la fine dei progetti dell’articolo 21 per l’incompetenza con cui è stato scritto".
"In merito invece alle convenzioni firmate dagli industriali del marmo non è come sta sventolando Arrighi – prosegue Pieruccini –, in quanto nell’atto sottoscritto ad ottobre nel merito dei progetti non veniva inserita alcuna procedura di attuazione degli stessi. Inoltre la sottoscrizione avveniva con un allegato imposto dalle aziende del lapideo in cui si sostanziava una riserva. Quindi se come probabilmente accadrà se di progetti dell’articolo 21 non se ne vedrà realizzato nessuno, si sappia che le colpe sono tutte della Arrighi e del Partito democratico, che per supponenza, inadeguatezza, impreparazione e superficialità non hanno saputo dare l’indirizzo politico giusto ad un importante progetto come quello di cui si sta trattando in questi giorni. La Lega sostiene che se un imprenditore del calibro di Erich Lucchetti ha presentato come è nel suo diritto un ricorso al Tar – conclude il segretario provinciale del Carroccio –, è inutile considerarlo come un ennesimo attacco agli interessi della collettività perché non è così e la sindaca Arrighi dovrebbe assumersi le responsabilità, invece di urlare allo scandalo. Il punto di incontro nell’interesse di Carrara e dei suoi cittadini è quello di annullare in autotutela la delibera che approva il disciplinare".