
I consiglieri comunali Silvia Barghini del Partito democratico e Andrea Tosi della Lega hanno fermato l’iter che prevedeva la convocazione della Consulta delle politiche giovanili per le dimissioni del vice presidente
Con una convocazione urgente firmata digitalmente, la dodicesima Consulta delle politiche giovanili del Comune di Carrara ha chiesto la rimozione del vice presidente Iacopo Grassi. La convocazione urgente a firma del presidente della Consulta Lorenzo Borghini è in programma per oggi alle 16. Ma dopo l’intervento di ieri super partes dei membri del consiglio comunale all’interno della Consulta, la consigliera di maggioranza del Pd Silvia Barghini e il consigliere comunale della Lega Andrea Tosi, è stato cambiato l’ordine del giorno.
Barghini e Tosi hanno firmato un documento per chiedere che la discussione si svolga davanti al segretario generale Alessandro Paolini. E così oggi in commissione si discuterà soltanto del miglioramento dei ruoli dell’ufficio di presidenza della Consulta. Resta da capire cosa abbia scatenato questa decisione, che poi ha visto la politica fermare i giochi. Un caso approdato direttamente sulla scrivania del segretario generale Paolini, a cui Borghini ha chiesto un parere per rimuovere il vice presidente.
Nel regolamento della Consulta non esistono riferimenti ad eventuali rimozioni di presidente e vice presidente, come ha sottolineato lo stesso segretario generale nella risposta scritta alla Consulta. A meno che come per il presidente e il vice presidente del consiglio comunale non ci si trovi in presenza di un "cattivo uso della funzione, che vada ad incidere sulla efficienza dell’organo", e quello di Grassi non sembrerebbe il caso.
In sostanza secondo "l’articolo 8 del regolamento definisce i compiti di presidente e vice presidente della consulta - scrive Paolini -, in particolare per quanto riguarda il vice presidente, non si limita a prevederne la funzione vicaria di sostituzione del presidente in caso di assenza o di impedimento, ma prevede una funzione di supporto al presidente nello svolgimento dei compiti di competenza. Il parere non può dunque che prendere quale punto di riferimento le conclusioni cui è pervenuta dottrina e giurisprudenza in ordine alla revocabilità del presidente del consiglio comunale, che molto sinteticamente, si ritiene possibile, per la natura neutrale ed istituzionale della figura, solo in presenza di un cattivo uso della funzione che vada ad incidere sulla efficienza dell’organo".
In sostanza secondo Paolini esiste la possibilità di rimuovere il vice presidente, ma anche il presidente ma solo in caso di cattivo uso della funzione. "Esempi al proposito tratti dalle prassi consiliari sono stati - scrive ancora il segretario generale -, volute sovrapposizioni di riunioni convocate senza preavviso, ripetuti rinvii delle richieste di convocazione, abbandono dell’aula durante la discussione senza assicurarsi che fosse garantita la continuità della funzione, concessione della parola per la trattazione di argomenti non fissati all’ordine del giorno, violazione del dovere di dare preventiva informazione ai gruppi e ai singoli consiglieri, e abbandonare l’aula in occasione di una particolare delibera per fare mancare il numero legale". Insomma secondo Paolini "la discrezionalità dell’assemblea di procedere alla revoca non è dunque assoluta, ma può basarsi unicamente su motivazioni istituzionali, ovvero, si ribadisce, sul cattivo esercizio della funzione".
Alessandra Poggi