"Iniziati i lavori del nuovo distretto". Presidio al Noa di ’Massa insorge’: "Tagliate liste d’attesa, non servizi"

Gli attivisti domani saranno davanti all’ingresso dell’ospedale per consegnare due esposti a Biselli

"Iniziati i lavori del nuovo distretto". Presidio al Noa di ’Massa insorge’: "Tagliate liste d’attesa, non servizi"
"Iniziati i lavori del nuovo distretto". Presidio al Noa di ’Massa insorge’: "Tagliate liste d’attesa, non servizi"

"In questi giorni sono cominciati dei carotaggi sul terreno dell’ex scalo ferroviario della stazione di Massa. Non vi è ombra di dubbio che l’operazione è strettamente connessa al progetto di costruzione del nuovo piccolo distretto sanitario sui binari voluto da giunta Persiani, Regione e Asl". A dirlo è Massa Insorge, che domani farà un presidio davanti all’ingresso del Noa.

"Saremo lì per dire che gli unici tagli nella sanità vanno fatti alle liste di attesa e non ai servizi e al personale – spiegano gli attivisti – Per dire no alla costruzione di un costosissimo piccolo distretto sui binari della stazione, i milioni di euro vanno spesi per adeguare e riattivare il nostro bellissimo ex ospedale, per recuperarne l’intera area circostante al fine di renderla fruibile ai cittadini e salvarla dal degrado. Coi 20 milioni vanno adeguati, migliorati e potenziati i presidi distrettuali di via Bassa Tambura e Villette e va riattivato l’ex ospedale per i servizi sanitari necessari e per avere 100 nuovi posti letto per cure intermedie – aggiungono – La realizzazione del distrettino da 20 milioni metterebbe la parola fine sulla realizzazione di un vero ospedale di comunità per Massa, dal momento che se non si farà al San Giacomo e Cristoforo l’ospedale di comunità non potrà certo esser fatto alla Stazione".

"Abbiamo notato che per i carotaggi non è stato affisso nessun cartello di permesso, nessuna indicazione sulla titolarità dei lavori – chiudono – E noi cittadini comuni dobbiamo aprire una Scia per ogni piccolo lavoro a casa. Consegneremo al direttore sanitario Biselli copia di due esposti in Procura: uno sulla violazione dei diritti dei malati costretti a pagare parcheggio per avere cure o fare esami, l’altro riguarda l’esame che il nostro attivista doveva fare entro 10 giorni e che è stato fatto 2 mesi dopo e solo dopo innumerevoli segnalazioni e reclami".