Coworking in biblioteca. La sala del Quattrocento ospita i ’lavoratori agili’

Pontremoli, lo spazio concesso dal Comune in un’ala della Biblioteca. Stanze con tavoli, sedie, sala riunioni e una zona comune per rilassarsi.

Coworking in biblioteca. La sala del Quattrocento ospita i ’lavoratori agili’
Coworking in biblioteca. La sala del Quattrocento ospita i ’lavoratori agili’

La sala del Quattrocento del Comune di Pontremoli fa parte della Biblioteca comunale e ospita da alcune settimane una sala co-working, che è molto frequentata. Il co-working migliora il benessere delle persone, aumenta la produttività e ottimizza tempi, spazi e costi. Il lavoro ’agile’ che si può svolgere in mobilità grazie all’utilizzo esteso delle tecnologie digitali, è una realtà che si sta consolidando sempre di più anche in Lunigiana. Tanto più che il territorio offre il valore aggiunto della bellezza.

Le aziende cambiano e le scrivanie si trasformano grazie alla tecnologia e guardare un bel paesaggio in una pausa può moltiplicare i processi creativi. Qui nella nuova sede comunale dove sta per aprire i battenti anche la sezione storica della biblioteca che consentirà di consultare libri antichi e incunaboli, prosegue la positiva esperienza già avviata anni fa per iniziativa dell’associazione Farfalle in Cammino, dapprima creando un progetto per attirare a Pontremoli gli smarworker che durante la quarantena collettiva, potevano scegliere una delocalizzazione preferita. E poi, dopo aver assaporato il successo dell’input, che ha portato in città 34 ’nerd’ di 8 nazionalità diverse (Usa, Nuova Zelanda, Spagna, Irlanda, Brasile, Estonia, Messico e Italia), offrendo servizi di accoglienza e visite gratuite, li hanno aiutati a organizzare incontri con il personale scolastico, agenti immobiliari e amministratori locali. L’iniziativa è scattata con l’esplosione del wifi e di piattaforme come Skype, Google, Dropbox (e gli altri servizi cloud per archiviare i documenti): tutti strumenti che hanno reso possibile l’abbandono della carta, ossia la principale ragion d’essere degli uffici tradizionali, fatti soprattutto per contenere armadi dentro stanze chiuse. La prima sede era stata trovata nel Seminario vescovile che aveva colto l’opportunità indicata dai promotori del progetto assieme al’indispensabile sostegno di Crédit Agricole Italia, alla collaborazione con Lions Club Pontremoli Lunigiana, Rotary Club Pontremoli Lunigiana. In quel primo caso l’utenza ha visto alternarsi circa 150 persone: non solo smartworker, ma anche abitanti di ritorno nei periodi estivi o di vacanze. Una sala di co-working era stata aperta successivamente in uno spazio della biblioteca comunale nell’ex Tribunale in attesa di reperire una soluzione più adeguata che è arrivata la scorsa estate con l’individuazione della nuova sede nella sala del Quattrocento che è stata adeguatamente attrezzata. Qui va in scena l’alternativa all’ufficio perché con lo smartworking c’è la possibilità di lavorare dove si vuole.

"L’iniziativa ha ottenuto un’eco mediatica importante - spiega il sindaco Jacopo Ferri - e sono arrivate numerose richieste corrispondenti a una trentina di persone interessate (due persone in media per richiesta). Per creare un coworking non serve molto: basta un open space ben arredato con tavoli e sedie, una zona comune attrezzata per rilassarsi magari giocando a calcio balilla o a pingpong, e qualche sala riunioni per parlare senza disturbare gli altri". Nella sala del Quattrocento sono state allestite diverse postazioni di lavoro collegate in rete con wi-fi e strumentazioni di ultima generazione. Inoltre è stato organizzato uno spazio dove poter svolgere riunioni web e dal vivo. L’accesso alla sala è possibile grazie all’innovativo sistema Sclak, che sostituisce la classica chiave con un’app ed è quindi sia funzionale - basta uno smartphone per aprire la porta - che sicura poiché consente di monitorare e gestire gli accessi.

Natalino Benacci