"Finito il cibo per i poveri". Massa, è allarme della Misericordia

Il presidente Bruno Ciuffi: "Ci appelliamo alla generosità dei privati". Sono 80 le famiglie che si rivolgono all’associazione, adesso appese a un filo

Massa, 28 aprile 2024 – “Se prima avevamo chiesto aiuto per i terremotati o le popolazioni in guerra, ora l’appello lo facciamo per noi: i pacchi per i poveri con dentro le derrate alimentari sono terminati. Serve un sostegno dai privati". Non usa mezze misure il presidente della Misericordia, Bruno Ciuffi, nel descrivere l’emergenza nella quale sono piombate le associazioni che aiutano gli indigenti.

Una situazione emergenziale che coinvolge circa 80 famiglie (stiamo parlando soltanto della Misericordia) che ogni mese riceve il pacco con dentro biscotti, pasta, sughi pronti, e che ora vede questo servizio essenziale per arrivare alla fine del mese, in grande rischio. "Non c’è rimasto più nulla, siamo in difficoltà – prosegue il presidente –. Oggi siamo qui a fare un appello per i concittatini, senza distinzione di razza o colore: chi ha cibo in abbondanza sappia che c’è gente in estrema difficoltà, che ha bisogno urgente".

"Prima consegnavamo il pacco – spiega – due volte al mese, poi siamo scesi a uno. Con il rallentamento delle consegne, siamo arrivati ad aprile e ora non c’è rimasto più nulla. Allo stato attuale ci saranno famiglie che dovranno aspettare fino a ottobre per veder nuovamente sbloccarsi qualcosa".

Cambiano le carte in tavola a livello europeo, si stringono i cordoni della borsa che elargisce aiuti, il banco alimentare ne risente, ma a farne veramente le spese sono sempre gli ultimi. "Le nostre porte sono sempre aperte, chi fa la spesa e vuole donare ha la massima collaborazione". Ciuffi però non è rimasto con la mani in mano: "Ci stiamo muovendo a livello istituzionale, il Comune si è dimostrato molto sensibile alla nostra richiesta, sta riflettendo per darci sostegno: in settimana daremo gambe a un progetto tra associazioni che potrà rispondere a questa emergenza. Dispiace dirlo, ma c’è anche qualche volontario che si è frugato in tasca per acquistare cibo per i poveri".

Una difficoltà che vedrà nelle prossime settimane l’associazione alle prese con la richiesta di chi ha bisogno e l’impossibilità di esaudire le necessità di chi si trova a non avere il pane in tavola tutti i giorni. "Ripetiamo: se c’è un privato disponibile a darci una mano, siamo qui. Il problema è serio e dovremo trovare una soluzione urgente ".