Massa, 11 febbraio 2019 - Avrebbe maltrattato alcuni anziani ospiti della casa di riposo di cui è titolare offendendoli e mortificandoli, risparmiando su servizi, cibo, riscaldamento e anche su dispositivi monouso che avrebbe riciclato. Ancora, avrebbe somministrato farmaci fuori dalle terapie, specie sedativi, per stordire gli ospiti. E in un caso si sarebbe resa protagonista di un episodio di percosse.

Queste le condotte contestate a un'imprenditrice 52enne di Massa (Massa Carrara) nei cui confronti  il NIL CC (Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro) di Massa Carrara, in collaborazione con il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale CC di Massa Carrara e con il N.O.R. della Compagnia CC di Massa-  nell'ambito dell'operazione investigativa  chiamata convenzionalmente  'Old Age Home', coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa - hanno eseguito una misura cautelare del divieto di dimora e anche di esercitare l'attività per un anno. Maltrattamenti contro familiari o conviventi il titolo di reato di cui è stata accusata.

La struttura è stata chiusa e i 5 anziani ospiti riaffidati ai loro parenti. L'inchiesta è stata condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Massa Carrara. Dagli accertamenti svolti ad oggi, i soli tre dipendenti della struttura non avrebbero avuto alcun ruolo nei maltrattamenti, di cui sarebbero stati all'oscuro. Controlli anche da parte nucleo dell'ispettorato del lavoro per il mancato pagamento dei contributi ai lavoratori secondo quanto spiegato.

La misura cautelare era stata emessa l’8 febbraio dal gip del Tribunale di Massa (Divieto di dimora in Massa presso i locali della Casa famiglia e divieto di esercitare l’attività di impresa o uffici direttivi di persone giuridiche o di imprese)

L’indagine, condotta sia con metodi tradizionali sia attraverso lo svolgimento di attività tecniche con intercettazioni telefoniche e video-ambientali, ha permesso di acclarare, a carico dell’indagata, gravi inadempienze nella gestione dell’attività imprenditoriale riconducibili, principalmente, alle modalità di trattamento e cura degli anziani ospiti della struttura da lei personalmente gestita ed amministrata in ordine al reato di cui all’art.572 CP (Maltrattamenti in famiglia), consistenti - per la precisione - in: inadeguatezza e insufficienza del trattamento alimentare;  precarie condizioni igienico-sanitarie;  condizioni climatiche precarie per la mancata accensione dell’impianto termico; trattamenti sanitari con somministrazione di farmaci fuori terapia;  condizione di sistematico avvilimento e mortificazione mediante atteggiamenti aggressivi ed intimidatori, commessi nel periodo compreso tra aprile 2018  e gennaio 2019.