Carrara, 12 settembre 2018 - Lapideo: nei primi sei mesi del 2018 flessione delle esportazioni nazionali del Made in Italy. Frena l’export di blocchi e lastre di marmo verso Cina e India. Tenuta in termini di valore per l’export del grezzo del distretto Apuo–Versiliese. Il settore lapideo italiano, secondo i dati Istat rielaborati da Internazionale marmi e macchine, nei primi sei mesi del 2018 ha esportato 1.818.093 tonnellate di materiali lapidei del valore di 940,4 milioni di euro registrando un calo del 6,2 per cento in valore e del 10.7 per cento in quantità rispetto ai primi sei mesi del 2017. Risultano in calo tutte le categorie, ma per la prima volta da anni, non è solo la voce dei lavorati a mostrare il segno meno: anche per blocchi e lastre si registra un calo significativo. Nei primi sei mesi del 2018, sono state vendute sui mercati internazionali 641.374 tonnellate di blocchi e lastre, per un valore di poco superiore ai 188 milioni di euro registrando una contrazione del 14,9 per cento in termini di quantità e del 5,25 per cento in valore rispetto allo stesso periodo del 2017. Il forte calo riscontrato nell’export è dovuto principalmente alla contestuale contrazione della domanda di India e Cina, che da sempre rappresentano i principali mercati di sbocco dell’export italiano per questa categoria merceologica. Il calo più importante in assoluto si registra nei confronti dell’India, che passa dalle 236.464 tonnellate alle 137.931 dei primi sei mesi del 2018. C’è poi la Cina con l’export italiano di blocchi e lastre che subisce un rallentamento. I quantitativi di grezzo esportato dall’Italia nel 2018, sono passati da 269.754 tonnellate dei primi mesi del 2017 alle 251.365 di quest’anno. Si evidenzia invece un aumento del valore esportato (+9,92 per cento) che raggiunge i 94,8 milioni di euro contro i 86,2 milioni di euro dei primi sei mesi del 2017. Distretto Apuo–Versiliese: i dati evidenziano un calo di lavorati pari all’8 per cento e un aumento dell’export dei grezzi (pietra, sabbia e argilla) del 3 per cento. È la nostra provincia a fornire il maggior contributo all’export dei materiali lapidei del comprensorio. Diventa quindi evidente il momento difficile che sta attraversando l’export del settore, complice la flessione di importazioni di blocchi e lastre da parte di Cina e India, da sempre principali partner commerciali con il nostro paese e che rappresentavano la destinazione di circa il 67 per cento dei quantitativi di blocchi e lastre esportati, contro l’attuale 60,5 per cento. Il distretto invece si mostra in controtendenza, registrando un aumento del 3 per cento in termini di valore.

I paesi I in difficoltà preferiscono i prodotti più economici. Un elemento tra le cause della contrazione dell’export dei lavorati, tenuto conto della crisi, riguarda i prodotti naturali concorrenti, che conquistano l’attenzione di Paesi che, in momenti di difficoltà, prendono il prezzo inferiore come elemento principale nella scelta anche a scapito della qualità, caratteristica imprescindibile della pietra naturale Made in Italy. L’export dei grezzi (pietra, sabbia e argilla) vede per la nostra provincia un aumento in valori di euro dai 102.858.038 dei primi mesi del 2017 ai 107.381.445 da gennaio a giugno. L’export di lavorati invece, in valori di euro scende dai 170.500.120 ai 167.509.720. Per quanto riguarda il cosiddetto «quarzo» cioè il marmo artificiale, viene promosso dagli architetti, con la stessa «potenza di fuoco» che caratterizza il settore ceramico. Architetti e designer trovano convenienti questi materiali che, in quanto prodotti in serie, garantiscono una uniformità di colore e caratteristiche che la pietra naturale non può garantire. Tuttavia il maggior fascino e valore aggiunto in termini di unicità, e anche di storia, del marmo è nel suo essere un prodotto naturale. Da questo punto di vista l’attività ormai ultradecennale che Imm svolge in termini di formazione per gli architetti rispetto sia al valore che al corretto impiego dei materiali lapidei diventa anche più rilevante.