Monterosso (La Spezia), 16 luglio 2017 - IRRIVERENTE sì, magari non come alla radio, però sempre pronto a suscitare, così come nella sua ‘Zanzara’, consenso ed irritazione in egual misura. Giuseppe Cruciani ha catalizzato l’attenzione dei molti intervenuti al porticciolo di Monterosso dove, nel tardo pomeriggio di ieri, si è svolta la premiazione del Premio Giornalistico Cinque Terre.

Sul palco, insieme al protagonista – che ha ricevuto il riconoscimento dalle mani del presidente dell’Associazione Amici delle Cinque Terre Luigi Grillo – la giuria di direttori di testate giornalistiche che ha preso la decisione. Con presidente Maurizio Belpietro ecco dunque Francesco Carrassi de La Nazione, Mario Giordano del Tg4, Alessandro Sallusti de Il Giornale e Andrea Scuderi di Primocanale (assente Giorgio Mulè di Panorama). Lorenzo Tronfi, nelle vesti di conduttore, ha ceduto spesso il pallino e… il microfono direttamente ai big del giornalismo che hanno tenuto viva la conversazione fra temi scottanti, confessioni e qualche aneddoto.

Cruciani, che ha accolto con soddisfazione il premio (con il contributo della Fondazione Carispezia), ha parlato della fortuna della radio. «Tutti la davano per morta - spiega - ma avrà sempre la sua magia, perché è l’unica cosa che si può ascoltare mentre si guida o si fa dell’altro». Il primo ad incalzarlo è proprio Carrassi che lo sfida proprio sui grandi numeri che realizza la seguitissima trasmissione di Radio24. «Insomma – afferma il direttore de La Nazione - sarebbe interessante vederti in edicola. In tantissimi ti seguono sulla radio, ma sarebbero altrettanti se dovessero pagare qualcosa per farlo, come capita a chi sceglie di acquistare un quotidiano?».

DOPO l’intervento del sindaco di Monterosso Emanuele Moggia, è vivace anche Sallusti che pungola Cruciani, pronto alla risposta. «La mia non è una missione – dice il premiato – ma attraverso la radio ho la possibilità di esprimere le mie idee. Sfrutto gli opinionisti ormai consolidati, che vengono dal nulla, ma che si sono costruiti un personaggio. La radio che propongo è fatta di persone sociopatiche che hanno gravi difficoltà relazionali. E poi, l’uno contro tutti, ormai è diventato contro David Parenzo, il radical chic de La Zanzara, e non verso di me». C’È UN SOLO momento in cui Cruciani quasi balbetta, si emoziona e abbassa gli occhi, ammettendo che attraverso la radio, è più facile dominare la scena. È quando il direttore Carrassi gli chiede se ha avuto un’infanzia felice e se la sua aggressività deriva dal suo passato. «Ho sofferto per l’anaffettività dei miei genitori, sono cresciuto troppo da solo. Comunque non rimprovero loro niente e il mio essere anaffettivo, deriva anche dal vivere al centro dell’attenzione».