Grosseto, 19 luglio 2017 - Alla fine c'è scappato pure un regalo. Non si è capito bene se sia stato davvero un cadeau di addio che i dipendenti hanno voluto regalare all'ex sindaco di Grosseto, che da ieri è anche ex presidente della Provincia, o se, invece, sia stato più un gesto tra l'ironico e il goliardico per sdrammatizzare un momento più volte annunciato dallo stesso Emilio Bonifazi, ma che in molti non immaginavano accadesse sul serio. Da ieri Bonifazi non è più il presidente della Provincia. E quando ha annunciato questa sua proposta è scattato il regalo: camicia hawaiana e cappellino per onorare le forzate vacanze.

Dopo aver lasciato la poltrona di sindaco, dunque, Emilio Bonifazi molla anche quella della Provincia essendo venuto meno il requisito principale per la sua elegibbilità a condottiero dell’ente provinciale, ovvero la sua carica di primo cittadino di Grosseto. Da oggi a guidare la Provincia c’è il sindaco di Follonica, Andrea Benini, già vice di Bonifazi nell’amministrazione dell’ente territoriale. Benini avrà il compito di traghettare la Provincia fino alle prossime elezioni «congiunte» previste a ottobre. E anche questa è una novità. Non si voterà più in due volte, una a settembre per il rinnovo del presidente della Provincia e una a ottobre per il rinnovo dell’assemblea consiliare. Ieri pomeriggio il consiglio provinciale ha approvato la proposta di Bonifazi di accorpare i due momenti elettorali in uno soltanto. Ciò per risparmiare soldi, ma anche per evitare di aggiungere confusione a una situazione già particolarmente complessa. E’per agevolare questo accorpamento che la segreteria generale della Provincia, ieri, ha sottoposto al Consiglio l’approvazione di un atto con il quale si certifica la decadenza di Bonifazi da presidente dell’ente per il venir meno della sua carica di sindaco di Grosseto, e allo stesso tempo demanda al vice presidente Benini l’incarico di preparare le elezioni di ottobre nelle quali, in maniera contestuale, verranno eletti sia il nuovo presidente, sia il nuovo consiglio provinciale. Nella di ieri il consiglio provinciale avrebbe dovuto anche procedere alla surroga dei consiglieri Daniela Piandeilaghi e Pietro Migliaccio, decaduti perché non più consiglieri comunali. Ma la surroga non è stato possibile effttuarla, perché il «ripescaggio» dalla lista che il Pd presentà due anni fa è andata a vuoto. Gianluca Corbelli e Simona Marianelli, infatti, non sono più consiglieri comunali nelle rispettive amministrazioni (Scansano e Magliano) e Romina Naldi, consigliere a Campagnatico, ha rifiutato l’incarico provinciale. Il Consiglio provinciale di Grosseto, dunque, andrà avanti con 8 consiglieri fino al suo rinnovo. MA QUESTO, in fondo, è il minore dei problemi. Tutto il lavoro fatto nei mesi scorsi per giungere all’approvazione del bilancio va buttato nel cestino. Il Consiglio provinciale non è stato in grado di approvare il dcoumento contabile a causa della conversione in legge del «decreto Enti locali» che nella sua nuova stesura, attualmente al vaglio della V Commissione parlamentare, prevede un nuovo attingimento di 3 milioni di euro dalle casse dell’ente provinciale maremmano. Così saltano tutti i conti fatti per assicurare un minimo di manutenzione alle strade e i servizi alle scuole superiori. E fino a quando il decreto non avrà forma compiuta non si potrà avere un nuovo bilancio. Tutto ciò preoccupa i sindacati Cgil, Cisl e Uil presenti alla seduta consiliare di ieri.