Il direttore Gloria Faragli
Il direttore Gloria Faragli
Grosseto, 17 dicembre 2017 - “La Finanziaria ha deluso le piccole imprese. I parlamentari toscani si impegnino almeno a intervenire sulla legge di bilancio”. Le Confesercenti della Toscana sud, chiedono un impegno concreto ai parlamentari eletti nelle tre circoscrizioni di riferimento, Grosseto, Siena e Arezzo. In 10 anni, nelle tre province, nel commercio al dettaglio si sono perse 2.029 imprese. “Dal 2007 al 2017 – puntualizza il presidente di Confesercenti Grosseto, Giovanni Caso - nel commercio al dettaglio, escludendo quello di autoveicoli e di motocicli, si sono perse 2.029 imprese di cui 560 su 4.518 ad Arezzo, 583 su 3.376 a Siena e addirittura 886 su 3.508 a Grosseto”. Per Confesercenti Toscana Sud: “La Finanziaria ha ignorato tre ambiti su cui era atteso un intervento: Imu, Irap ed Ecobonus. A questo punto, nella legge di bilancio è fondamentale risolvere la questione del riporto delle perdite per le imprese che applicano il nuovo ‘regime di cassa’. L'emorragia continua di piccole imprese deve essere fermata, e se in questo scorcio di legislatura i parlamentari hanno ancora a cuore l'economia del loro territorio, è indispensabile che lo dimostrino”. “L'Imposta sul reddito d'impresa (Iri) - spiega il presidente di Confesercenti Toscana Sud, Mario Landini - consente infatti anche a una ditta individuale, a una società di persone, a un commerciante di pagare le tasse separando il reddito d'impresa da quello personale, come già avviene per le società di capitali, permettendo un giusto risparmio fiscale ed evitando discriminazioni tra imprese. Ora però questo provvedimento sembra slittare di un altro anno”.
“Il nuovo regime di cassa - aggiunge Landini - per la determinazione del reddito in contabilità semplificata interessa milioni di imprese che hanno chiesto di pagare Irpef e Irap solo sui redditi incassati. Ma senza la possibilità di riportare le perdite all'anno successivo questo non è possibile”. Per Confesercenti Toscana Sud, questa legge di bilancio dimentica i commercianti e le piccole imprese che rappresentano una parte fondamentale del Paese, già gravata pesantemente da una delle più alte pressioni fiscali al mondo.