Follonica (Grosseto), 14 aprile 2018 - A Follonica lo conoscevano in tanti: giovane, una moglie della sua stessa età e una bambina nata da poco. In mezzo a tutto questo lo spirito del sud che gli aveva «costruito» in poco tempo una cerchia di amicizie solide anche nella cittadina del Golfo.

Si chiama Raffaele Papa, originario di Marcianise, in provincia di Caserta, 30 anni, figlio di un medico condotto che esercita a Follonica, l’uomo indiziato dell’omicidio di Salvatore De Simone. E’ stato lui, al culmine di una violenta lite con i fratelli De Simone, a impugnare una pistola e a fare fuoco. Sembra che abbia detto, al culmine della discussione.

«Vado a prendere la pistola». Forse nessuno ci ha creduto. Ma lo avrebbe fatto davvero. Per poi uccidere Salvatore De Simone, e ferire suo fratello Massimiliano, titolari dell’hotel Stella, e una donna che stava passando per caso. Pare che la lite sia scaturita per un problema di infiltrazioni d’acqua di una tettoia in un muro attiguo all’hotel gestito dai due fratelli De Simone.

Litigate che erano ormai all’ordine del giorno e che ieri mattina sono sfociate in tragedia. Papa ha trascorso la notte in stato di fermo nella caserma dei carabinieri di Grosseto. Ci è arrivato ieri pomeriggio quando è stato preso dai militari grossetani in via Aurelia Nord proprio nel capoluogo della Maremma.

Tutto è nato dopo che il trentenne, insieme al padre, ha deciso di prendere in gestione la rosticceria che si trova proprio accanto all’ingresso dell’hotel Stella. Ma non era quella la principale attività di Papa a Follonica: da un paio di anni era il titolare di un’impresa di pompe funebri in città.

I problemi con la famiglia De Simone sono nati, dunque, per motivi legati a queste infiltrazioni d’acqua, ma non è da escludere che dietro ci sia dell’altro. Proprio per questo motivo i carabinieri del nucleo investigativo della compagnia di Grosseto e i colleghi di Follonica stanno cercando di scavare a fondo nella storia delle due famiglie.

Papa è stato fermato dai militari a piedi, in via Aurelia Nord a Grosseto, poco distante dall’auto che ha usato per tentare di fuggire dopo aver sparato per uccidere. Cinque i colpi, tre andati a segno. Uno dei quali ha colpito alla testa la donna, che lavora in una farmacia di via Matteotti e che stava andando a mangiare. Anche lei stanno lottando tra la vita e la morte.