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10 mag 2022

Metronomo e diga insuperabile Amrabat: l’uomo dei mille palloni

Il marocchino, schierato al posto di Lucas Torreira, non ha fatto rimpiangere il regista uruguaiano. Personalità e lucidità durante tutta la partita, è riuscito a imbrigliare le ripartenze dei giallorossi

riccardo galli
Sport
Sofyan Amrabat, schierato a sorpresa da Italiano, ha preso per mano la squadra impostando il gioco e frenando le ripartenze della Roma
Sofyan Amrabat, schierato a sorpresa da Italiano, ha preso per mano la squadra impostando il gioco e frenando le ripartenze della Roma
Sofyan Amrabat, schierato a sorpresa da Italiano, ha preso per mano la squadra impostando il gioco e frenando le ripartenze della Roma

di Riccardo Galli

Mille palloni filtrati, forse anche qualcuno di più. E poi 90’ a dettare i tempi di gioco, ad arginare le idee della Roma, ad annullare Pellegrini e magari, come è stato nella prima parte della ripresa, anche a cercare lo spazietto giusto per buttarla dentro. E dire che Amrabat, contro la Roma, avrebbe addirittura dovuto rimanere in panchina. O, al più, giocarsela in un ballottaggio con Duncan.

Invece, il marocchino in campo c’è stato, eccome, e dopo esservi entrato dalla porta principale. Quella che gli ha aperto Italiano mettendolo nella regia del gioco viola al posto di Lucas Torreira.

Compito difficile, chiamata delicatissima, ma visto come sono andate le cose, Amrabat non solo non ha fatto rimpiangere il sudamericano, ma se l’è cavata alla grande, stordendo la manovra della Roma, impendendo ai giallorossi di ragionare e gestendo, appunto, il gioco viola con un passo da elemento grandi numeri. Personalità e lucidità hanno accompagnato la sua prestazione con un rendimento che ha avuto belle e inevitabili ripercussioni anche sulla serata di Bonaventura e Duncan. Amrabat non ha mollato un millimetro davanti alla qualità della Roma. Macchè.

Come è d’obbligo ricordare quanto il centrocampista si sia è rivelato prezioso in almeno un paio di chiusure quando ha accompagnato il lavoro della difesa davanti al contropiede di Mourinho e scartato palloni potenzialmente molto pericolosi. Non c’era Torreira in formazione quando, mentre Firenze salutava fra gli applausi il ‘suo’ Borja Valero, lo speaker ha annunciato la presenza di Amrabat nella cabina di regìa viola.

Borja salutava la curva e Amrabat si scaldava e lo faceva con un’intensità che forse solo Italiano conosceva. Se lo sentiva, il marocchino che quella con la Roma sarebbe stata la sua notte. La notte che riporta la Fiorentina in paradiso. Brividi e applausi. La firma ce l’ha messa lui, Amrabat. Assolutamente a sorpresa.

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