Firenze, 1 settembre 2018 - Ci sperava , perché alla sua presentazione in viola Edimilson Fernandes aveva messo la Nazionale tra le priorità della stagione, oltre a essere portagonista con la Fiorentina. Magari con una stagione culminata con il ritorno in Europa. Ma sembrava difficile che il primo desiderio fosse esaudito così velocemente. Invece ieri nella lista dei convocati della Svizzera c’era anche il suo nome. Vladimir Petkovic, commissario tecnico degli elvetici, lo ha inserito per il doppio impegno di Nations League che vedrà la Svizzera affrontare prima l’Islanda, l’8 settembre, poi l’Inghilterra l’11.

Dopo tre (101 minuti in tutto, con debutto a poco più di vent’anni) fugaci apparizioni con la maglia crociata – e di fatto con l’estromissione dell’ex viola Behrami – ‘Edi’ ha l’occasione per essere uno delle pedine importanti della selezione dei Cantoni. Magari ritagliandosi uno spazio importante anche con la maglia della Fiorentina. Che poi è quello che interessa maggiormente Pioli e la società, considerato che il ragazzo nativo di Sion, ma di origini portoghesi e capoverdiane, è in prestito con diritto di riscatto (fissato a 7,5 milioni di euro).

Al momento una dote l’ha già messa in mostra: la capacità di farsi trovare pronto. Nonostante i pochi allenamenti sulle gambe, con un’intesa con i compagni ancora tutta da affinare. Soprattutto in un ruolo che, alla vigilia del suo arrivo, si pensava non fosse nelle sue corde. Quando, infatti, Edimilson spiegò – appena arrivato – che lui avrebbe potuto prendere comunque le redini della squadra, pochi annuirono. Anzi. ‘E’ una mezzala’, il ritornello più ricorrente, magari sostenuto da alcune prestazioni in Premier proprio in quella zona di campo. Ma domenica sera si è piazzato stabilmente al centro delle operazioni, senza lampi, ma tanta semplicità e linearità che non vuol dire per forza gioco scolastico, ma la lucida determinazione nell’essere utile alla squadra. Oltre tutto, il un centrocampo inedito nelle persone e, soprattutto, nelle geometrie. Meno possesso palla, più verticalizzazioni che lasciano ben sperare per il futuro, aspettando Veretout (e la sua posizione).

E’ vero che era il centrocampo del Chievo e non quello della Juve o del Napoli (quello delle prime, per intendersi), ma le sensazioni restano positive. Ecco perchè la riprova di domani sarà comunque importante, continuando a mancare il francese con il 17, ancora squalificato. Nessuna bocciatura per Norgaard o Dabo, perché entrambi torneranno utili più in là. E’ la conferma del Pioli pensiero: «Gioca chi mi convince di più in quel momento. Gli altri dovranno mettermi in difficoltà nelle scelte». Edimilson ha preso alla lettera il suo allenatore e non ha nessuna intenzione di mollare. Ora più che mai, dopo la convocazione in Nazionale.