Dario Nardella e Susanna Ceccardi
Dario Nardella e Susanna Ceccardi

Firenze, 18 ottobre 2018 - Urla da stadio, fischi, cori e baccano da professionisti della claque. Benvenuti in campagna elettorale. Se le sono dette di tutti i colori il sindaco Dario Nardella e la collega di Cascina (e commissaria della Lega in Toscana), Susanna Ceccardi. In occasione della festa per i 30 anni di Repubblica, organizzata al teatro del Maggio, i due leader si sono sfidati e scontrati su questioni scottanti quali aeroporto, immigrazioni, sicurezza, periferie e candidati per le elezioni di Palazzo Vecchio.

«Ci sono state forti pressioni politiche per approvare il masterplan dell’aeroporto di Firenze – ha detto la Ceccardi, rispondendo su quale fosse la posizione della Lega sulla pista –. Ci preoccupano le troppe prescrizioni e vorremmo sapere perché non si può riprendere il progetto del 2003, che prevedeva il prolungamento dell’attuale pista».

Immediata la replica e l’affondo di Nardella che l’ha incalzata: «Sta dicendo cose molto gravi e visto che lei sta parlando di pressioni politiche si assuma la responsabilità di quello che sta per dire. Lo dica con chiarezza davanti a tutti: quali sono queste pressioni, da parte di chi?». «Il tuo predecessore, capo del partito e fino poco tempo fa presidente del Consiglio – ribatte la Ceccardi riferendosi a Matteo Renzi». «Questo è un fatto gravissimo - ha ribattuto Nardella – e lei deve stare attenta a quello che dice. Cara sindaca, spero che se ha degli elementi per parlare di pressioni politiche indebite, lo dimostri».

Ancora fischi e applausi, in un clima sempre più incandescente. Con la Ceccardi che contesta a Nardella persino di aver impiegato 45 minuti di tempo per arrivare da Porta al Prato al teatro del Maggio. «Ma cosa dice – sghignazza il sindaco – lei non sa neanche di cosa parla, Porta al Prato e qui fuori. Anzi, ho visto che ha trovato il tempo di scrivere che ‘Firenze è ridotta ad una favela da terzo mondo. Lei così non offende il sindaco, ma 400.000 fiorentini e vorrei che chiedesse scusa». Figuriamoci! «Cosa? Avete portato tantissimi migranti nel nostro Paese senza alcun controllo, che ora sono a spacciare alle Cascine».

Non c'è spazio per galanterie, ma solo per le frecciate: «Voglio ringraziare il sindaco Nardella – prosegue con sarcasmo – perché ammetto che per me è più semplice venire qua: io ho vinto dopo 70 anni di governo di centrosinistra, lui rischia di far perdere il centrosinistra per la prima volta a Firenze».

Tornando alle elezioni, la Ceccanti conferma di non avere tavoli aperti con i Cinque Stelle. Ma non esclude che vi possano essere. Ha invece già le idee ben chiare su come scegliere l’avversario di Nardella: «Abbiamo diversi profili, alcuni impensabili fino a qualche anno fa, anche di persone che avevano creduto a Renzi. Perché noi parliamo anche ai delusi della sinistra».

L’ultima battuta la vuole Nardella: «Vorrei sapere se la sindaca si batte con noi per riavere i soldi che il suo governo ha tolto dalle periferie...». Ma c’è tempo solo per la sigla, con altre urla, fischi e applausi.