Rocco Commisso a Firenze (foto Germogli)
Rocco Commisso a Firenze (foto Germogli)

Firenze, 24 febbraio 2021 - Dice che per fargli capire come vanno le cose a Firenze il maitre a penser sia stato Nicola, l’autista. "Vede, io e mio figlio guardiamo tutte le gru che ci sono in città per capire come va l’edilizia. A un certo punto Nicola mi dice: “Presidente ne vuol vedere una che sta lì da 20 anni?“ Così ho saputo degli Uffizi e del suo cantiere. A Manhattan sono stati fatti i più alti grattacieli negli ultimi 20 anni. Esiste un esempio più calzante per raccontarvi?". Rocco Commisso è l’uomo del fast, fast, fast che non capirà mai lo slow mood del burocratese italiano. Di lui si possono dire molte cose, non che sia un tipo da feluca o che le cose le mandi a dire. Ieri per esempio, al telefono da New York, era furioso con quest’idea che i fiorentini non riconoscano quanto si stia impegnando anche economicamente per la Fiorentina: "Ma lo sanno – dice – cosa ha significato per noi il Covid? Uno tsunami. La Fiorentina nei ricavi è scesa alla quota di 15 anni fa. Così in due anni per tenere in piedi la struttura abbiamo dovuto spendere cash fra i 60 e i 70 milioni".

E il fatto che ciò non le venga riconosciuto la fa infuriare...
"E non dovrei? In un anno ho speso più per gestire la Fiorentina di quanto sia costato comprare Lo Spezia. La verità è che quando nel 2002 c’era da acquistare la squadra per pochi milioni, nessun fiorentino si fece avanti".
La accusano però di non aver programmato...
"Questa è bella. La programmazione l’ho fatta attraverso gli investimenti. Soldi veri. Chi mi accusa di ciò vorrebbe decidere dove e come spendere i mie soldi. Le sembra normale?".
A proposito: mica ha programmato di affidarsi a Sarri?
"Ho letto anche io di questa cena con i miei dirigenti e sono saltato sulla sedia".
Per la gioia?
"No, per la furia di una notizia falsa. Una patacca totale".
Pradé e Barone non erano a cena a casa Sarri?
"Barone e Pradè erano ieri in tutt’altri posti, bastava verificare prima di fare uscire una notizia destabilizzatrice".
Destabilizzatrice?
"Se fosse vera quale sarebbe oggi lo stato d’animo di Prandelli? Tutto ciò porta solo confusione. Però con me voi giornalisti cascate male. Giocatori e allenatori non possono difendersi, ma io non ho timore a farlo".
Vive la stampa come un nemico...
"Quando i giornalisti mi chiamano “Benito“ sottintendendo che sono fascista, come dovrei prenderla? O quando mi dicono “comunista” “trumpiano” “quel calabrese“, “Attila“, lei come reagirebbe?".
In America le cose coi giornalisti funzionano diversamente?
"Negli Usa la battaglia di opinioni fra testate è fatto quotidiano. Da voi succede coi giornalisti politici ma nel calcio questo non avviene. C’è come un pensiero unico fra testate. Mai una critica tra di loro. E sempre tutti scontenti".
Lei ha speso per avere il 7° monte ingaggi ma la Fiorentina è 14a. Mica sarà contento?
"Non lo sono ma la risposta merita una spiegazione. Quando arrivammo trovammo in rosa 70 calciatori presi con un criterio preciso: pescare fra molti giocatori per poi ritrovarsene 2 o 3 buoni. Una squadra che si salvò comunque all’ultima giornata arrivando al 16 posto".
Così...
"Il primo anno la portammo al 10° posto. Nessuna altra squadra aveva scalato in un anno 6 posizioni. Per questo confermai Iachini. Ritenevo giusto dargli un’altra opportunità"
Uno sbaglio?
"Questo lo si può sapere solo dopo. La sua media è stata di 58 punti. Ma a Firenze Iachini lo avete massacrato spesso ingiustamente".
Oggi però la Fiorentina è di nuovo in zone basse...
"Nel calcio come nella vita non sempre le cose vanno come si è programmato. Di certo ciò avviene non perché manchi l’impegno o non siano stati fatti investimenti. Spero di poter annotare una classifica migliore da qui a fine campionato".
Di Prandelli è soddisfatto?
"Prandelli ha tutto il mio sostegno ma anche stavolta qualcuno aveva cominciato a criticarlo. Fino a metà gara con Lo Spezia sentivo solo critiche ma le sembra normale dopo un 3-0 sentire anche alla fine più critiche che consensi?".
Il suo contratto scade a giugno. Pensa di riconfermarlo ?
"Nella mia logica mi sarei aspettato di fare meglio dell’anno passato ma non sarà solo in base a ciò che deciderò le riconferme".
Vale per tutti?
"Certo. E’ naturale sia così per tutti".
Il Viola Park immagino invece la soddisfi a pieno? .
"Non è solo una questione di soldi. E’ un orgoglio lasciare qualcosa di importante a Firenze che resterà anche dopo di me. Certo (ride) la soprintendenza ci ha messo del suo per farmi spendere più soldi: siamo arrivati a 85 milioni. Chi altri ha fatto tanto? Non solo".
Dica.
"Sono orgoglioso del fatto che il progetto sia di un fiorentino, l’architetto Marco Casamonti, e che la principale impresa edile che ci lavorerà sia la Giovanni Nigro di Prato. E’ bellissimo dare lavoro a gente della zona".
Dicono che comunque quei soldi alla fine li riprenderà...
"Se fosse così perché fin qui nessuno lo ha fatto? L’unica cosa che spero è che il giorno dell’inaugurazione non piova, perché voglio fare una festa per la città e per i tifosi e anche per chi ha detto questa bischerata".
Lo stadio invece sembra più lontano...
"Ho visto che il sindaco ha deciso di ristrutturare il Franchi con i soldi del Comune. Prima anche lui stava con Rocco ma quando è arrivata la lettera del Mibact non è rimasto al mio fianco. Io spero che al più presto mi diranno quanto sarà il canone di affitto poi potrò dare una risposta".
L’ipotesi Campi è sempre in piedi?
"Per me sì. Anche qui aspetto di capire da Eugenio Giani, Dario Nardella e Emiliano Fossi e dalle istituzioni se si intenda portare la tramvia come a Campo di Marte e se c’è la volontà di realizzare uno svincolo autostradale e la viabilità di zona. Anche in questo caso aspetto informazioni concrete senza dovere prendere per forza un appuntamento".
Qualcuno ha detto che sarebbe pronto ad andare a Empoli.
"Ma per carità. Quella era una battuta che qualcuno ha preso sul serio".
In questi anni c’è un giocatore che l’ha fatta innamorare?
"Io voglio bene a tutti. Anche perché se le dico un nome, arriva subito il procuratore a chiedere più soldi".
E uno che l’ha delusa?
"Federico Chiesa. Ogni giorno manda messaggi d’amore alla Juve. Non ricordo lo abbia mai fatto quando stava con noi alla Fiorentina".
Se le chiedo una promessa?
"Ne farei una che saprei di mantenere, come ho sempre fatto nella mia vita e sul lavoro”.
Dunque?
"Posso dirle che con me la Fiorentina avrà sempre una solidità economica che la metterà al riparo da sorprese e non rischierà mai il fallimento. Non so se altri, sia nelle passate gestioni della Fiorentina, sia qualcuno oggi in lotta per lo scudetto, possano dire lo stesso".