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4 mag 2022

Un patto per le edicole di domani. "Così rilanciamo l’intero settore"

Siglato un protocollo d’intesa per trasformare le rivendite di giornali in una rete di servizi al cittadino

Andrea Innocenti, presidente del Sindacato autonomo giornalai, il sindaco Dario Nardella e Andrea Riffeser Monti, presidente della Federazione italiana editori giornali
Innocenti, Nardella e Andrea Riffeser Monti

Trasformazione e rilancio delle edicole. Che soffrono la crisi profonda dell’editoria: in migliaia hanno chiuso negli ultimi anni nel nostro Paese. Ieri in Palazzo Vecchio è stato siglato un protocollo fondamentale per la loro sopravvivenza, con il quale si gettano le basi anche per la riapertura. La mutazione delle edicole era già cominciata: in molti Comuni le edicole funzionano come punti anagrafici decentrati e luoghi di servizi vari. Con il nuovo accordo sottoscritto da Comuni, editori e edicolanti si potrà fare anche di più.

Il patto a tre

Il protocollo d’intesa è stato sottoscritto da Anci (l’Associazione dei Comuni italiani), Fieg (la Federazione italiana editori giornali) e dai sindacati dei rivenditori di giornali e i punti vendita di quotidiani e periodici. Presenti il sindaco Dario Nardella, il presidente della Fieg Andrea Riffeser Monti, il presidente Snag nazionale Andrea Innocenti e il presidente dell’Anci Antonio Decaro.

L’obiettivo

Con il protocollo si intende salvaguardare e modernizzare la rete delle edicole, trasformandola in una rete di servizi ai cittadini. Mettendo a frutto l’esperienza della pandemia: si è dimostrata essenziale una rete di vendita capillare sul territorio per garantire il diritto all’informazione di qualità, soprattutto a tutela delle fasce più deboli della popolazione.

Gli sgravi

Molto è stato fatto ma molto è ancora da fare. I precedenti protocolli hanno già trasformato le edicole in decine di Comuni del nostro Paese. Con iniziative importanti che hanno consentito l’abbattimento dei canoni per la concessione del suolo pubblico. Ora passi più concreti. Il 24 marzo scorso, infatti, Fieg e sindacati degli edicolanti hanno sottoscritto un accordo per chiedere al governo di destinare una parte delle risorse del Fondo straordinario per l’editoria, e sono in attesa del confronto con il sottosegretario per l’Editoria, Rocco Giuseppe Moles.

I nuovi servizi

Il presidente Fieg e di Editoriale Nazionale Andrea Riffeser Monti sottolinea il ruolo fondamentale delle edicole nell’attuale profonda crisi dell’editoria, che "si contrasta efficacemente se vengono moltiplicati i luoghi e le occasioni in cui i cittadini possono entrare in contatto con i giornali". Per questo le edicole devono essere aperte tutti i giorni in tutti i quartieri delle città e nei paesi. E "devono essere moderne, funzionali e in grado di attrarre potenziali lettori offrendo anche servizi aggiuntivi". Il presidente Fieg sottolinea la necessità che "le edicole diventino digitali, con schermi per diffondere attività e servizi di enti, istituzioni e imprese, ma anche soggetti attivi della green economy, offrendo servizi per la mobilità, con hub di ricarica per bici, monopattini e smartphone".

Notizie false

"Nell’accordo ci impegniamo a sostenere l’attività delle edicole, la diffusione della carta stampata e l’accesso alla buona informazione. Per questo chiediamo al Parlamento e al governo una norma che ostacoli, sanzioni e limiti le fake news perché le notizie false minano la base della democrazia", spiega il sindaco Dario Nardella.

Contributo democrazia

"Salvaguardare le edicole è un atto che riveste una forte valenza politica, sociale e culturale. Significa difendere il pluralismo dell’informazione su carta – dice Andrea Innocenti, Presidente Snag Nazionale – E difendere il diritto dei cittadini a ricevere informazioni ovunque, anche nelle periferie svantaggiate. Tutto ciò potrà avvenire con la disponibilità del Governo a sostenere questo progetto".

Ilaria Ulivelli

 

 

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