CaroppoQualcosa si sta muovendo. Piano piano ma la luce è stata accesa per dare concretezza a politiche sociali che hanno come riferimento la famiglia che si prende cura di un parente malato, disabile o cronico. Dentro tantissime famiglie toscane e umbre ci sono persone che si dedicano ogni giorno dell’anno, quasi 24 ore su 24, a chi sta male, ha bisogno di essere assistito e seguito. E’ l’esercito silenzioso dei caregiver. Un esercito buono che riesce a esprimere, attraverso tante difficoltà, amore e comprensione, armato di carezze e pazienza, capace di parlare un linguaggio che si alimenta di sguardi e intese, che mette in campo ogni giorno consuetudini che danno alla persona malata conforto nel ripetersi di gesti e scenari.
Le amministrazioni locali, incalzate da associazioni di familiari e dal terzo settore, stanno affrontando il problema e il governo ha posto attenzione cercando di aggiornare o rinnovare la legislazione. Si suol dire che la questione è entrata nell’agenda politica. Meno male. Bisogna cercare di dare risposte efficaci e in tempi rapidi perché, ogni giorno che passa, la resistenza del caregiver viene minata da pesi sempre più carichi di responsabilità. Ieri in Regione Toscana si è tenuta un’iniziativa di studio e confronto. Gli interventi si sono concentrati sulle proposte di legge nazionali in discussione e sulla proposta di una legge regionale ad hoc (dopo l’ok in giunta è all’esame del consiglio toscano), pensata proprio per riconoscere e valorizzare la figura del caregiver familiare e al contempo porlo da protagonista nella rete integrata dei servizi toscani. Bene, si proceda spediti. Riflettori accesi anche sul lavoro svolto dal Centro regionale di ascolto, che fornisce al caregiver familiare un servizio telefonico di informazione e orientamento sui servizi sociali e sanitari presenti sul territorio. Un conforto per chi dà conforto tutti i giorni.