Ashley Olsen

Firenze, 15 marzo 2016 - La tragica vicenda di Ashley Olsen si arricchisce di un nuovo capitolo. La difesa del senegalese Cheik Tidiane Diaw, 27 anni, l'uomo che avrebbe ucciso la trentacinquenne americna dopo una serata di sesso e cocaina il 9 gennaio scorso, ha proposto ricorso al tribunale del riesame di Firenze per chiederne la scarcerazione. Il gip Matteo Zanobini aveva rigettato analogo ricorso nei giorni trascorsi. Per i difensori del giovane, avvocati Antonio Voce e Federico Bagattini, mancano i gravi indizi per continuare a detenere in carcere Diaw.

I legali mettono in evidenza che il racconto e le ammissioni fatti dal senegalese non hanno trovato smentita nelle indagini e che, anche sugli orari, l'incongruenza relativa all'orario in cui lui esce di casa la mattina del 9 (un'ora e 10 minuti diverso tra quello riferito dall'arrestato e quello reale) è da riferirsi sullo stato psicofisico di Diaw, alterato dall'uso di alcol e cocaina, ma non dalla volontà di mentire apposta.