Pallone in rete (foto di repertorio)
Pallone in rete (foto di repertorio)

Firenze, 22 maggio 2019 - Urla da stadio e pallonate continuano a tenere in ostaggio piazza Tasso. Una situazione che va avanti dal 2012 quando i primi abitanti denunciarono la presenza di una banda di ragazzini che scavalcava i cancelli e si intrufolava nel campetto. Lettere e denunce accompagnate da materiale video non sono servite a nulla.

Per questo i 28 residenti che già a novembre scrissero al sindaco per chiedere la chiusura del campetto e metterefine alle partite in notturna hanno deciso di riscrivere a Dario Nardella e all’assessore Federico Gianassi. «Le partite – si legge – continuano a disturbare il sonno. Dopo una riunione con l’assessore Gianassi fu disposta la chiusura del campetto dalle 22 alle 9, affiggendo un cartello con tanto di logo del Comune. Purtroppo questo divieto non viene rispettato e nel cuore della notte vari gruppi di ragazzi scavalcano i cancelli e giocano fino all’alba».

A volte, i giovanissimi vanno avanti fino alle prime ore del mattino tra cori da stadio e applausi che buttano giù dal letto chi vive, sempre più preoccupati visto l’avvicinarsi della bella stagione. «Nei mesi scorsi – proseguono gli abitanti – abbiamo chiamato più volte le pattuglie di pronto intervento della municipale senza nessun risultato.

Nel senso che, ai giocatori, non è mai è stato contestato il divieto di scavalcare e di giocare nel cuore della notte né è mai stata fatta loro nessuna sanzione. Quello che fanno non è corretto né legale. Tra l’altro, siamo ancora più preoccupati visto che si sta avvicinando il bel tempo».

«Vorremmo solo poter essere liberi di tenere le finestre aperte e che fosse rispettato il nostro diritto al riposo e quindi alla salute. Purtroppo negli altri anni è stato un inferno». Per questo i residenti tornano a scuotere la testa e a chiedere, ancora una volta, che venga trovata una soluzione definitiva. «Invitiamo chi ci amministra – concludono – a prendere tutti i provvedimenti ritenuti più idonei affinché le norme siano effettive. Noi abitanti della piazza non ne possiamo più e siamo veramente stanchi. Continueremo a fare tutto affinché venga tutelato in nostro diritto al sonno».