Mario Spezi in una foto d'archivio (Fotocronache Germogli)
Mario Spezi in una foto d'archivio (Fotocronache Germogli)

Firenze, 9 settembre 2016 - Mario Spezi, famoso a livello internazionale come il più tenace giornalista che ha tentato di far luce nella vicenda del mostro di Firenze, costatogli anche un arresto, è morto, a 71 anni, questa notte a Firenze. Spezi, oltre ad essere un famoso giornalista e scrittore, era anche un apprezzato illustratore e vignettista. Da storico cronista delle indagini sul maniaco delle coppiette, al quale ha dedicato più libri, Spezi si ritrovò arrestato, per calunnia e tentato depistaggio, per un'inchiesta collegata ai delitti. Era il 7 aprile 2006: Spezi rimase in carcere 23 giorni, venendo poi rimesso in libertà dal tribunale del riesame per insussistenza degli indizi.

A quell'esperienza, dalla quale fu completamente scagionato, dedicò un libro, 'Inviato in galera. Un giornalista in manette, l'aprile nero della libertà di stampa'. Nato a Sant'Angelo in Vado (Pesaro-Urbino), la sua carriera si è poi svolta a Firenze, in particolare a La Nazione, come cronista di nera e giudiziaria, occupandosi anche delle pagine culturali. Tra i suo libri sul mostro 'Dolci colline di sangue', scritto insieme a Douglas Preston. Spezi è stato anche un apprezzato vignettista.