19 marzo, auguri ai papà. Origine e curiosità della festa a loro dedicata

Un ruolo che cambia: sempre più papà scelgono di restare a casa ad accudire i figli appena nati grazie ai congedi parentali. Ecco che fiori regalargli e perché si mangiano le zeppole

Festa del papà (foto Ansa)

Festa del papà (foto Ansa)

Firenze, 19 marzo 2024 - Auguri ai papà. Oggi, infatti, è la loro festa, che cade non a caso nel giorno di San Giuseppe, padre terreno di Gesù e papà per eccellenza. Il loro è un ruolo che cambia. In Italia lo dimostra l’attuale e sempre maggiore coinvolgimento nella cura dei figli. Un dato su tutti: il tasso di utilizzo del congedo di paternità si è più che triplicato fra il 2013 e il 2022. Ecco dove e alcune curiosità riguardo a questa ricorrenza.

La storia di ‘San Giuseppe Frittellaro’

Tra i dolci più rappresentativi di questo giorno c’è la “zeppola”, che fa riferimento all’attività di vendita di frittelle che Giuseppe portò avanti durante la fuga in Egitto. Per mantenere la Sacra Famiglia in terra straniera, leggenda narra che San Giuseppe iniziò a cimentarsi come friggitore ambulante oltre che falegname.

L’origine delle zeppole

Sull'origine della parola 'zeppola' non ci sono fonti certe: potrebbe derivare dal latino serpula(m), ossia serpe, a giustificare la forma arrotondata su se stessa, oppure dal termine ceppo, trasformatosi poi in zeppa, che indicava il pezzetto di legno utilizzato dietro o sotto i mobili quando traballano. Un'altra fonte accreditata riporta le origini del nome sulle strade di Napoli: zeppola deriverebbe da 'zì Paolo', nome del friggitore napoletano presunto inventore di questo dolce. Che ha una storia molto antica: la prima ricetta si trova nel Trattato di cucina teorico-pratico del 1837 ad opera del cuoco e intellettuale Ippolito Cavalcanti.

L’origine della festa

Le origini del culto di questa antica figura paterna vengono dall’Oriente, ma la sua diffusione risale a un periodo a cavallo dell’anno mille, per opera dei monaci benedettini. La loro opera fu poi portata avanti da altri gruppi religiosi, come i francescani e i servi di Maria, fino all’iscrizione della festa nel calendario romano, per opera di Papa Sisto IV, durante la seconda metà del 1400. Più avanti, precisamente nel 1871, San Giuseppe venne proclamato dalla Chiesa suo patrono e “protettore dei padri di famiglia”.

La festa del papà nel mondo

Come l’Italia, anche Paesi come il Portogallo, l’Andorra, la Svizzera e la Spagna, celebrano la figura dei papà durante il giorno dedicato a San Giuseppe, mentre nel resto del mondo le date sono variabili. In Germania ad esempio viene festeggiato il giorno dell’Ascensione, in Serbia il 6 gennaio, in Egitto il 21 giugno, in Romania durante la seconda domenica di maggio e negli Usa il cosiddetto Daddy’s Day è invece fissato per la terza domenica del mese di giugno. Questi sono solo alcuni esempi, ma ce ne sono tanti altri, con appuntamenti che si distribuiscono durante tutto l’arco dei 12 mesi, fino al 26 dicembre della Bulgaria.

L’usanza dei falò

In occasione della Festa del Papà in tutta Italia vengono organizzati eventi e celebrazioni, che vanno a intersecarsi con quelli dedicati alla fine dell’inverno. Durante queste manifestazioni vengono ad esempio accesi dei grandi falò, al fine di bruciare dei fantocci che rappresentano il passaggio dal freddo al tepore della primavera.

Il fiore da regalare ai papà

Non solo alle mamme, ma anche ai papà si può regalare un fiore. Il garofano rosso è da preferire se si vuole esprimere devozione, amore e ammirazione verso il genitore. Il fiore simbolo è però il giglio, associato alla simbologia cristiana. Si dice che la Madonna scelse di sposare Giuseppe quando vide che tra le mani aveva un giglio bianco.

Come è cambiato il ruolo del papà

Sempre più papà scelgono di restare a casa ad accudire i figli appena nati grazie alla legge sui congedi parentali. Secondo Save the Children che ha diffuso una ricerca su dati Inps in occasione di questa festa del papà, in Italia, fra il 2013 e il 2022, il tasso di utilizzo del congedo di paternità è più che triplicato. Nel 2013 poco meno di 1 padre su 5 ne ha usufruito (pari al 19,25%), cioè 51.745 padri, mentre, mentre nel 2022, sono stati più di 3 su 5 (pari al 64,02%), cioè 172.797 padri. Più elevato il numero di papà che ne usufruisce nelle province del nord e più basso in quelle del mezzogiorno e Sardegna e tra chi ha un reddito più alto. Questo l'identikit del nuovo papà che si sostituisce alla mamma o alla baby sitter: ha più di 30 anni, vive al nord, lavora in imprese di media-grande dimensione con un contratto di lavoro stabile e ha un reddito medio-alto. Alla sua introduzione, nel 2012 il congedo di paternità prevedeva un solo giorno obbligatorio e due facoltativi, mentre oggi garantisce 10 giorni obbligatori e uno facoltativo ai neopapà ed è fruibile tra i due mesi precedenti e i 5 successivi al parto. Esistono tuttavia ancora forti differenze nell'utilizzo del congedo di paternità, che varia a seconda dell'età, della tipologia contrattuale, della dimensione aziendale, del reddito e dell'area di residenza.

Nasce oggi

Claudio Bisio nato il 19 marzo del 1957 a Novi Ligure. Che sia il palco di Zelig o quello del primo maggio, il set di uno dei suoi film, come il premio Oscar Mediterraneo, o la ribalta per un monologo d'autore, lo studio di registrazione o la postazione da giudice di Italia's got Talent, Bisio sa sempre reinventarsi. L'attore, comico, showman, scrittore, compie oggi 67 anni. In una delle sue gag ha detto: “Sono sempre stato molto precoce. Una volta ho terminato un puzzle in meno di quattro giorni. E pensare che sulla scatola c’era scritto: “Dai 2 ai 5 anni”.

Maurizio Costanzo 

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