Montelupo Fiorentino, 14 aprile 2017 - «Siamo al paradosso per cui un soggetto, pur riconosciuto violento e allontanato da un centro di accoglienza, non perda automaticamente lo status di ‘profugo’». Lo sottolinea senza troppe remore il sindaco Paolo Masetti. Amministra Montelupo Fiorentino dove la sera di giovedì 5 aprile un incendio ha scosso la frazione di San Quirico.

Il rogo, come ricostruito dai carabinieri, ha visto coinvolto un richiedente asilo già allontanato da un centro di Capraia e Limite per i suoi atteggiamenti sopra le righe. Il ragazzo avrebbe incendiato un camper, distruggendo il mezzo e danneggiando le strutture intorno per gelosia nei confronti della sua ex fidanzata, una giovane richiedente asilo ospite della struttura di San Quirico appunto, accanto alla quale era in sosta il camper andato a fuoco.

«L’evento ha fortemente turbato la comunità e le persone che abitano nella zona, per il fatto in sé ma anche per le conseguenze ancora più gravi che avrebbe potuto provocare – sottolinea Masetti – Parliamoci chiaro: la rapidità con cui i carabinieri hanno individuato e arrestato il responsabile ha certamente dato una risposta importante alle preoccupazioni dei cittadini. E ringrazio per questo le forze dell’ordine. Ma nel merito della vicenda mi preme proporre alcune riflessioni».

Punto primo, «ritengo sia essenziale non dimenticare che essa rappresenti l’ennesimo grave episodio di minaccia e violenza perpetrato da un uomo nei confronti di una donna – spiega il sindaco – Un fatto ancora più grave perché commesso da una persona già conosciuta come violenta e per questa ragione allontanata dalla Prefettura dal centro di accoglienza di Capraia e Limite. Fortunatamente, nonostante ormai da anni ospitiamo profughi, è il primo caso problematico, e mi auguro anche l’ultimo, che interessa Montelupo Fiorentino». E si arriva al secondo punto.

«Esso ha messo in evidenza come la normativa sia inadeguata a gestire la situazione – attacca Masetti – Una legislazione che limita e inficia i tanti interventi positivi attuati nell’ambito dell’accoglienza». E questo è forse il nodo cruciale che in pochi hanno il coraggio di ammettere. «Sono andato a casa dei residenti – continua Masetti – e li ho trovati scossi e rammaricati per i danni. Danni che inizialmente sembravano di poco conto, ma che invece ammontano a diverse decine di migliaia di euro. Ho accolto la loro richiesta di organizzare un incontro più strutturato in comune. I cittadini vogliono capire se e come possiamo assicurare una maggiore sicurezza».

E’ arrivata anche la richiesta di spostare le richiedenti asilo da San Quirico. «A tal proposito vorrei ricordare che il luogo è stato deciso attraverso una relazione diretta fra la prefettura e la cooperativa Multicons, senza alcun intervento del Comune – precisa ancora il primo cittadino –. Detto questo, troverei ingiusto spostare le donne: anche loro sono vittime della vicenda e ciò sembrerebbe un’ulteriore punizione. Credo, invece, sia opportuno intervenire per assicurare una maggiore sicurezza a loro e ai residenti». Il sindaco ha preso i contatti con il gestore della struttura.

«Ho appreso che al momento la Multicons ha previsto un presidio notturno a tutela delle donne che abitano il centro di accoglienza – annuncia Masetti – Ritengo che questa misura debba essere adottata in modo permanente dalla cooperativa, non solo a tutela delle donne ospitate ma anche dei cittadini che abitano nelle vicinanze della struttura».